SCENA IX.

Solaroli e DETTI.

SOLAROLI

Sono in ritardo?

GIORDANO

Come il solito!

RISSONE

Sempre così!

SCALFI

(a Francesco) Ci siamo tutti: avanti! E sbrighiamola!

FRANCESCO

Eh, che furia (parlando, porge il bicchiere pieno all'uno e all'altro) Questa sera, dunque, avremo a votare la proposta, fatta nell'ultima adunanza: il mese scorso; cioè affidare — a me — esclusivamente, anche la gestione finanziaria. (ride) È un nuovo onore, ma anche una nuova e grave responsabilità. Ora io domando a voi quello che, con tutta la bufera che mi si è scatenata addosso, io sia in dovere e in diritto di fare (porge il bicchiere a Giordano).

GIORDANO

(elegantemente, colla sigaretta fra le dita, indicando la gola) Grazie: mi sarebbe... fatale.

FRANCESCO

(continuando, sempre sicuro, sempre sereno) A questo mondo un uomo pubblico, di fronte alle insinuazioni, alle accuse, alle calunnie, ha due vie aperte: o non curarsene, e rispondere continuando a fare e a lavorare; o raccoglierle, distruggerle e vendicarsi. Quale delle due, devo prendere? Ditemelo voi, perchè io, stasera, nell'assumere la presidenza, voglio poter fare ai soci un'esplicita dichiarazione: — ho messo il mio nome nelle mani dei miei amici, dei miei compagni: essi mi hanno consigliato di fare... questo e questo, ed io senz'altro lo farò. — (sorridendo c. s.) Va bene? (pausa — silenzio — quelli che hanno in mano il bicchiere, lo posano sul tavolo ecc.) Come? — Dunque... io devo difendermi?... A voi pare che io debba scolparmi?... — No; non ne ho bisogno. Non mi degno di difendermi. Fatelo voi, se credete di farlo. Voi che mi avete veduto ora per ora, giorno per giorno, a lavorare, a lottare, a vincere! Voi... dovete farlo nel vostro cuore e nella vostra coscienza! (Silenzio. — Si ode lo scricchiare del cerino di Giordano che accende la sigaretta).

SOLAROLI

(si alza, guarda in giro tutti i compagni, poi si avvicina con solennità a Francesco stendendogli la mano) Noi tutti siamo con te: vogliamo aiutarti e siamo convinti della tua innocenza.

FRANCESCO

(impallidisce: guarda tutti stupito: allontana la mano di Solaroli) Sarete... con me?... Volete aiutarmi?... e tutti voi... (a Carboni) Anche tu! (a Rissone) Anche tu! sentite di dovermi assicurare — assicurare me — che mi credete un uomo onesto?

SCALFI

(aggressivo, rozzo) Ma... se siamo convinti noi, questo non basta!

SOLAROLI

(irritato, allo Scalfi) Parlo io.

NICCOLINI

Non basta per i nostri avversari.

BONALDI

Non basta per i nostri nemici.

CARBONI

Ecco; questo è: per noi basta, ma per gli altri, no!

SCALFI

(c. s.) Per gli altri, occorrono prove chiare, lampanti.

RISSONE

Per sbatterle in faccia ai tuoi diffamatori!

SOLAROLI

Lasciatemi parlare!

FRANCESCO

(prorompendo) Ma che parlare! Ma che vuoi dire? ma che potete dire tutti quanti? Le prove? Le prove?... quali prove? Le prove che non sono vere tutte le infamie che mi si scagliano contro per colpire in me solo, tutti voi insieme? (ridendo amaramente) Volete la prova che non sono uno sfruttatore? un impostore? una canaglia? — C'è stato un giornale che ha insinuato, persino, che io ho fatto... il confidente: ebbene... anche di questo, anche di questo volete la prova che non è vero? Tu, Rissone! (vedendo Carboni, correndo ad afferrarlo, a scuoterlo forte per il petto) Tu, tu, anche tu, vuoi la prova che non ho fatto la spia?!

CARBONI

(in fretta lo abbraccia, poi si allontana asciugandosi gli occhi e si mette in disparte).

NICCOLINI

Così non si discute; così non si ragiona.

SCALFI

(c. s.) E ne sapremo meno di prima.

SOLAROLI

Un po' di calma; un po' di calma: sedetevi: parliamo uno alla volta. (obbligando Francesco a sedersi) Anche tu, Francesco, non esagerare, non gridare, non riscaldarti. Da bravo!

FRANCESCO

Ma Dio! Dio santo! (balbettando) So... sono colpi che ammazzano. So... sono cose...

SOLAROLI

(pigliando la parola al volo) Che esigono una discussione calma, esauriente. Noi vogliamo entrare questa sera nella sala della «Federazione» e poter dire serenamente: — Compagni, sulla nostra coscienza e per la grande idea che rappresentiamo, Francesco Quarnarolo, è degno di essere il nostro capo. Francesco Quarnarolo, è la personificazione, il simbolo quasi, più alto e più degno, dell'opera nostra!

FRANCESCO

E... non puoi dirlo?... (fissando tutti gli altri) E non potete dirlo, questo? (silenzio).

NICCOLINI

(a bassa voce) No.

SCALFI

(forte, aggressivo) No!

SOLAROLI

(prontissimo) No; finchè tu non ci avrai dato una risposta...

GIORDANO

(con forza, passando vicino a Francesco, stendendogli la mano) ... che dissiperà, ne sono certo, qualunque dubbio, dall'animo dei nostri amici. (getta via con impeto la sigaretta. — Tutti si siedono, con naturalezza: l'atteggiamento di tutti diventa quello serio, grave di giudici).

FRANCESCO

(si lascia cadere sopra una seggiola; si guarda in giro come trasognato) È... un processo?...

CARBONI

(dal fondo) Per difenderti! Per poterti proclamare innocente, in faccia a tutto il mondo!

SOLAROLI

È forse... È l'ora più amara, più dolorosa delle nostra vita in comune, ma ci è imposta.

NICCOLINI

«Se io stesso, un giorno, fossi d'inciampo alla vostra marcia in avanti, passate sopra di me, ma non vi fermate un istante». — Sono parole tue: fra le più belle; fra le più generose.

FRANCESCO

(colle lagrime: supplichevole) Presto, presto, presto: tutto ciò che avete da domandarmi — presto. (pausa).

SOLAROLI

(lentamente: con molta gravità) Qual'è, veramente, il dramma che hai avuto nella tua vita: fra te e tua moglie.

FRANCESCO

(scatta in piedi indicando verso la camera di Sofia: a bassa voce) Sofia!

GIORDANO

(pronto, si alza, corre, apre e richiude il primo uscio) Non c'è! Non c'è nessuno! È andata giù! (richiude anche il secondo uscio).

FRANCESCO

Volete... sapere?...

SOLAROLI

È necessario.

CARBONI

Per te.

SCALFI

(c. s.) E per noi!

FRANCESCO

A... a Torino... era figlia della padrona dove... dove ero in pensione.

SOLAROLI

Tua moglie?

FRANCESCO

Sì. Lei. Voleva andare... sul teatro... studiare il canto... Invece, ad un tratto, muore sua madre.

SOLAROLI

La madre di tua moglie?

FRANCESCO

Sì... sua madre. Rimasta sola e senza niente...

SOLAROLI

Tua moglie era povera?

FRANCESCO

Niente, niente; e le lezioni, i maestri costavano assai: io... ne ero innamorato, pazzamente innamorato; e anche lei... pareva. Allora, l'ho persuasa a rinunciare al teatro, e ci siamo sposati. Io lavoravo tutto il giorno: trovavo da scrivere... anche la sera... la notte...

SOLAROLI

Che impiego avevi a Torino?

FRANCESCO

Vice Cancelliere di Tribunale.

SCALFI

(violento) Di Tribunale? Questo non l'hai mai detto!

FRANCESCO

No. Non ho mai... mai... parlato... (si batte sul cuore come per indicare di non averne mai parlato per il dolore ecc. — riprendendo) Lavoravo, guadagnavo, si viveva bene... quando è nata (indica verso l'uscio di Sofia con un singulto di pianto) ero ancora pazzamente innamorato di Emma. E anche lei... pareva. Un giorno mi riesce, lavorando in fretta, in fretta, di guadagnare una mezz'ora... di poter correre a casa un po' più presto. Corro dalla mia bambina, poi domando alla donna: — la signora Emma, dov'è? — La donna mi dà una lettera: (si alza) era fuggita col suo amante. Cioè, no, no, no! Era corsa dietro al suo amante... a Parigi, eccitata, esaltata, presa ancora dalla febbre del teatro. Il cuore no! Il cuore no! Il cuore non lo aveva mai avuto, mai! Nè per me, nè per sua madre, nè per sua figlia, nè per il suo amante! La vanità e il lusso e i piaceri e la celebrità... Invece... (ride) Ah! Ah! Ah! rotolò giù, giù, giù... dal teatro al caffè, da Parigi a Londra, a Vienna, giù, giù, giù, dal caffè alla strada!

SCALFI

Ma tu, quando non hai più trovato tua moglie che cosa hai fatto?

FRANCESCO

(con un grido) Io?... Partire! Raggiungerla! ammazzare lei! Ammazzare il suo amante!... (ride) Ah! Ah! Poterlo fare! E mia figlia? Mia figlia, con una madre per il mondo e suo padre in galera?... E tutto ciò che io chiedevo, esigevo, perchè mi fosse resa giustizia, per tutelare il mio nome, il mio onore, per vendicarmi, tutto mi è stato negato, — tutto. — L'amante di mia moglie era un uomo ricco, potente, e io solo e povero, mi sono fracassata la testa inutilmente contro i privilegi, le impunità, le complicità di questo mondo vecchio, ipocrita, ciarlatano, che ci sta ancora sul collo. Prima vinto, disperato; poi è venuta la ribellione: ho preso mia figlia, sono venuto a Milano: come ho lavorato, come ho combattuto, come ho trionfato, lo sapete.

SCALFI

E il denaro?

FRANCESCO

Il danaro?

SCALFI

Il danaro che hai messo in comune col Carboni, e col Rissone, come lo hai avuto?

FRANCESCO

Colla vendita dei miei mobili, della mia roba; di tutto.

SOLAROLI

(a Scalfi) Basta; finiamola. Tocca a me parlare, interrogare. — Non c'è stato più nessun rapporto fra te e tua moglie?

FRANCESCO

No. Non me ne sono più curato: non ne ho più saputo niente.

NICCOLINI

Hai saputo peraltro, lo hai detto adesso, che è stata a Parigi, a Londra, a Vienna...

FRANCESCO

Da altri, l'ho saputo: da altre persone.

SCALFI

Quello che ti portava le notizie, non ti ha portato, una volta, anche del danaro? diecimila lire da parte di tua moglie?

FRANCESCO

(gli salta addosso, tenta di afferrarlo per il collo) Canaglia! Canaglia! Canaglia! (tutti si mettono in mezzo per dividerli, dando ragione a Francesco).

RISSONE

(a Scalfi) Non sei tu!

CARBONI

(c. s.) Non toccava a te!

NICCOLINI

(c. s.) È Solaroli che parla!

SOLAROLI

(c. s.) Imprudente!

GIORDANO

Vada fuori!

FRANCESCO

(mentre lo tengono fermo e gli altri vogliono cacciar fuori Scalfi, Francesco continua a gridare) Io lo ammazzo! Lo ammazzo! Lo ammazzo!

GIORDANO

(continua a raccomandare il silenzio perchè non sentano gli operai: perchè non senta Sofia. — Ottiene per un momento che parlino più piano, poi tutti scoppiano di nuovo, più forte).

SCALFI

(mentre è spinto fuori, continua a gridare) Non era per le rivendicazioni sociali!... Era per sfogare la tua vendetta di marito! Ci hai sporcati tutti con quel tuo danaro! Ci hai imposto la tua amante che non potevi sposare! Impostore! Dà le tue dimissioni! Vattene! (lo cacciano fuori).

SOLAROLI

(imponendosi a Francesco, mentre tutti si saranno voltati). E ora finiamola: bisogna rispondere: questo danaro lo hai ricevuto sì o no?

FRANCESCO

Sì!... lei me lo ha mandato!... per nostra figlia.

SOLAROLI

Che cosa ne hai fatto?

FRANCESCO

Gliel'ho rimandato, ricacciato indietro subito, sul momento, per Dio!

NICCOLINI

Avrai una prova?

BORLA

Una ricevuta?

MARCHESI

Una lettera?

CARBONI

Qualche cosa avrai?

FRANCESCO

No! No! No! (pausa) Ma come pensare? Come prevedere? Sono vent'anni! E poi vedendo quel danaro... ero diventato come pazzo!... Il danaro?... (con ribrezzo) Il danaro di quella donna? Ma che prove! che ricevute! Ho scacciato quell'uomo! L'ho scacciato! E adesso?... Sono vent'anni! Dove trovarlo? Sono vent'anni! Ma è vero! è vero! è vero! Ma non capite, non vedete, non sentite che è vero? Non sentite che sono un galantuomo? Carboni! parlo con te! Rispondimi! Guardami in faccia! Guardami in faccia!

CARBONI

Io sì! Io sì.... ma tutti gli altri! (va via, con uno scoppio di lacrime).

SOLAROLI

Te l'ho detto prima: fossimo convinti noi, non basta!

FRANCESCO

Fossimo? Non lo siete più?... — E voi che prove avete contro di me?... Quali? Quali? Che prove avete per credermi tanto abietto, tanto miserabile? Sentite nel cuore che io sono innocente, ma vi manca il coraggio di difendermi, perchè siete dei... codardi!

TUTTI

(meno Giordano) Basta! Di' pure! non raccogliamo! Puoi dire quello che vuoi!... Finiamola!

FRANCESCO

Si; sì! Codardi! Andate! Andatevene! Fuori!

TUTTI

(c. s.) Non una prova! Niente!

FRANCESCO

(con una grande sghignazzata) Sì! Codardi! Buffoni! Io... che vi ho dato vent'anni della mia vita; la mia intelligenza, il mio cuore, il mio danaro! Sì! Sì! Anche il mio danaro! (ride c. s.) Ah! Ah! Anche tu, Solaroli, che mi fai il processo!... Me lo fanno anche quegli altri, il processo! E per te, e per voi, e per tutti! Buffoni! Codardi!

GIORDANO

(resta l'ultimo: si vedono ancora gli altri nell'anticamera).

FRANCESCO

(in fondo; fermandolo, abbracciandolo) Tu no! tu no! tu no!... tu... (guarda verso la camera di Sofia: nella massima disperazione) tu sei buono, generoso, tu sei convinto della mia innocenza!

GIORDANO

(ritraendosi: con asprezza) Sì, ma ti si impone l'obbligo di dare le tue dimissioni: e devi trovarla una prova! (via dal fondo: Tutti via).

FRANCESCO

Anche... anche tu?! (colpito) E Sofia?... E Sofia! Sofia! (corre a chiamarla come un pazzo, alla finestra, a tutti gli usci) Sofia! Sofia! Sofia!