SCENA X.
Dorina sola, poi Giuseppina, poi Niccolino.
DORINA
(quando sono usciti sorride cogli occhietti vivi: si accerta che sono proprio andati via, poi si alza di colpo dal canapè) Auf! Finalmente!
GIUSEPPINA
Si parte dunque?
DORINA
Chi sa?
GIUSEPPINA
Si parte soli?
DORINA
(la guarda ridendo con malizia).
GIUSEPPINA
Viene il signor tenente Mattìa?
DORINA
Che! Niente seccatori!
GIUSEPPINA
E il signor marchese?
DORINA
Vattene che egli ritorna. (con malizia) Ma non ti sei accorta che è appunto perchè egli possa ritornare, che ho voluto essere sola? (con un gesto graziosissimo la spinge verso la porta) Ah, Nenè! Chi avrebbe detto che tu saresti stato il mio trionfo, tu che non hai saputo, che non hai voluto saperne di me allora, e adesso...
NICCOLINO
(entra difilato come uno che ha preso una grande risoluzione) Dori...
DORINA
Vi aspettavo!
NICCOLINO
Volete sposarmi?
DORINA
Sentite: voi mi avete fatto una proposta, alla quale devo rispondere molto seriamente. Mi trovate anche in un momento di sincerità, ed è bene. Io dunque voglio parlarvi sinceramente, perchè, credetelo, io vi sono ancora amica. — Se voi siete stato brutale, almeno siete stato sincero e colle mie illusioni e colle mie speranze... voi eravate nel vero, ed io nel falso. — Ho sofferto, ho molto sofferto; ma poi ho pensato che il mondo, il quale non aveva fatto niente per me, non meritava nè le mie lacrime, nè i miei rimorsi, — e mi sono messa a combatterlo, colle mie arti, colla mia furberia; ed ho vinto anche voi, senza volerlo, senza saperlo. Ma ora che mi vedete come sono, come quando vi ero indifferente, — ora che ho perduto l'incanto, tornate ragionevole, e andiamo ognuno per la nostra strada. Siamo stati infelici tutte le volte che ci siamo incontrati. Non è la Carmen, non è nemmeno la Dori, è proprio Dorina che vi parla.
NICCOLINO
Ma non capite che così... vi amo anche di più? Ma lasciatemi almeno il tempo di cercare, di tentare, di persuadervi, di convincervi...
DORINA
(con grazia) E di commuovermi?
NICCOLINO
Sì; se avete un po' di cuore.
DORINA
Dunque, se mi ostinassi a partire stasera... non ne avrei proprio? (si guardano. Dorina sorride con grazia, con malizia civettuola).
GIUSEPPINA
(entra dalla comune).
DORINA
(si volta a Giuseppina) Che c'è?
GIUSEPPINA
C'è signora, che del portiere io non mi fido: non capisce niente. Secondo il solito... (fa capire che è ubriaco) Andrà certo perduta della gran roba.
DORINA
(a Niccolino) Vedete, le vostre prodezze!
NICCOLINO
(vivamente) Dunque, Dori?
GIUSEPPINA
Direi anch'io di aspettare. (alludendo al portiere) Con quell'uomo? Si figuri!
DORINA
(incertissima) Ma... se... bisognerebbe almeno telegrafare al Duca.
NICCOLINO
Sì, sì, telegrafate subito! Dori, Dorina mia!
DORINA
Ah, Dorina? — Mia? Troppo presto!
NICCOLINO
Non perdiamo tempo, dunque... Telegrafate!
DORINA
(sempre incerta) Non ho nemmeno l'occorrente...
NICCOLINO
(le dà la carta) Ecco la carta.
DORINA
(c. s.) Badate che... anche se mi fermo, non vuol dire; anzi, mi fermo per persuadervi che sarebbe uno sproposito per tutti e due.
NICCOLINO
Fate presto, scrivete. Discuteremo poi.
DORINA
Capirete... ci sarebbero molte condizioni.
NICCOLINO
Le accetto tutte!
DORINA
Io sono sicura del mio impresario: e se voi invece, un bel giorno, mi protestate?
NICCOLINO
Vi darò tutte le garanzie!
DORINA
(guardando Giuseppina) E che cosa si telegrafa?
GIUSEPPINA
Trattenuta — leggera indisposizione. — Verrò domani.
NICCOLINO
No! trattenuta improvvisamente... scriverò domani. (Dandole il lapis della sua catenella).
DORINA
(nel prenderlo gli stringe colla catena il dito o la mano).
NICCOLINO
Ahi!
DORINA
E al caso, stringerò anche più forte: ognuno deve avere la catena che si merita!
GIUSEPPINA
(tra sè) Ho capito: vado a disfare le valigie (va via).
DORINA
(scrivendo) ... indisposizione...
NICCOLINO
(dettando) Scriverò...
DORINA
(scrivendo) Verrò domani. C'è sempre tempo di mandarne un altro.
NICCOLINO
(prendendo il dispaccio) Lo porto io e... mi lasciate tornare?... Sì?... Mi lasciate tornare?
DORINA
Tornerete... domattina.
NICCOLINO
(con un atto supplichevole) Vi prego, vi supplico, Dori... Vedete bene...
DORINA
No, no; domattina.
NICCOLINO
(con grande passione e calore) Dori, Dorina...
DORINA
No, mio caro. Dori non l'avete voluta; Dorina nemmeno: al caso... bisognerà aspettare quando sarò marchesa!
Fine.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.
Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.