SCENA I.
CRICCA, PANDOLFO.
CRICCA. (Andarò al padrone e li darò la buona nuova; mi sforzerò di fargliela credere, benché sia certo che durerò poca fatica, ché egli avrá piú voglia di crederla che io di farglila credere).
PANDOLFO. Averei desiderio sapere che ha fatto il vignarolo.
CRICCA. (Farò vista di non vederlo e farò vista desiderar di trovarlo per fargliela entrare piú bene). Oimè, che mai si trova quel che si cerca e si incontra sempre chi si ischiva: non posso trovare il mio padrone per dargli cosí buona novella!
PANDOLFO. Veggio Cricca; parmi intendere che mi voglia dare una buona novella: l'ho per un prodigio del mio bene.
CRICCA. Ho caminato in tanta fretta per trovarlo che appena posso trar il fiato; le scarpe ne hanno fatto la penitenza che sono tutte rotte.
PANDOLFO. Lo dice con voce alta, con bocca larga e allegra: segno di cosa allegra. Certo il vignarolo sará stato ricevuto per Guglielmo e mi avrá concesso Artemisia per isposa. Lo vo' intender meglio: o Cricca, o Cricca!
CRICCA. Non è in casa né in piazza né in loco alcuno dove soglia pratticare.
PANDOLFO. Cricca, volgeti qua, non mi vedi?
CRICCA. Padrone, è tanta l'allegrezza che non vi potea vedere: ho cercato ogni buco per trovarvi.
PANDOLFO. Che? sono un granchio o un topo che cerchi per i buchi per trovarmi? Dimmi presto, che buona nuova mi rechi?
CRICCA. Vo' dartela a poco a poco acciò non scemiate per allegrezza.
Il vignarolo…
PANDOLFO. Che cosa?
CRICCA. … è giá fatto padron della casa;…
PANDOLFO. Oh che allegrezza! parla presto.
CRICCA. … e vi manda a dire…
PANDOLFO. Che cosa? non mi far morire.
CRICCA. … che veniate con Eugenio vostro figliuolo….
PANDOLFO. E poi?
CRICCA. … accioché egli consenta al vostro matrimonio.
PANDOLFO. Ben bene! me ne vo ora con Eugenio mio figliuolo.
CRICCA. Padrone, voi non mostrate tanta allegrezza quanto io stimava.
PANDOLFO. Se ben taccio con la bocca grido con il cuore: l'allegrezza mi ha talmente occupato i sentimenti che non so dove mi sia. Camina, corri, vola!
CRICCA. Ho tanto caminato, corso e volato per darvi la buona nuova, che avrei vinto il pallio; ma dove volete che corra, camini e voli?
PANDOLFO. Trova Eugenio; e tu, che sai l'umor suo, disponilo ché contenti il voler di Guglielmo.
CRICCA. Oh come gli amanti son presti a seguir i loro desidèri!
PANDOLFO. Su presto, che fai? mena le mani.
CRICCA. Bisogna menar i piedi, non le mani.
PANDOLFO. Mi sento venir meno.
CRICCA. Vi perdete nella felicitá.
PANDOLFO. Pensando che ho da incontrarmi con Artemisia io moro.
CRICCA. Che fareste se aveste ad affrontarvi con un toro, se avendo ad affrontarvi con una vacca morite?
PANDOLFO. Oimè, l'astrologo ha saputo trovare il felice punto per transformare il vignarolo! E perché cosí fedelmente s'è portato meco, lo farò felice per tutto il tempo della sua vita, cosí come io viverò con la mia desiderata Artemisia. Ma ecco il vignarolo inguglielmato overo Guglielmo invignarolato: se non vi será alcuno, suo figlio stima che sia suo padre.