VIII. Villa Adele, Madesimo, 20 luglio 1905.
VIII.[26]
Cara contessa Silvia,
Oggi il cielo, la terra e quasi l'anima mia sorridono un ineffabile sorriso[27] di primavera; e vogliono che io Le scriva.
Ma che dirLe che risponda a quel che mi suona dentro? Nulla più di quello che Ella sa.
Non però che sia sempre così; ieri, e poco prima, la tempesta era nel cuor mio. Vedevo tutto nero; e il non poter camminare come prima mi dava la morte nel cuore.
Oggi il mio spirito si è rialzato, e profitto del tempo benigno per mandarLe un saluto dall'anima.
L'Elvira[28] ed io non facciamo che pensare e parlare di Lei; e il sorriso e lo spirito soave[29] della fata bianca è il principio e il termine d'ogni nostro pensiero.
InvitarLa a venir quassù sarebbe oggi un'illusione, perchè è letteralmente tutto pieno; ma appena si potrà, io Le scriverò fulmineamente; ed Ella verrà, perchè senza di Lei non vi è luogo bello, ed Ella ha il potere, con la parola e co'l sorriso, di far più bello l'aspetto delle cose.
Dove è ora? Dovunque Ella sia, il mio cuore è con Lei.
Mi ricordi a cui crede che il mio ricordare piaccia. A Lei credo prima che a tutti.
Giosue Carducci.
Alla n. d. contessa
SILVIA BARONI PASOLINI
Faenza.