SONETTO
Che pensi o Creditor, che stai così
Tacito mesto e pien di serietà,
Qual'Uom, che in mente rivolgendo va
Cosa, che spesso mal gli riuscì?
Tanto il pensier te fuor di te rapì,
Che i torbidi occhi or quà rivolgi, or là,
Spiegando in fronte il duol, che in sen ti sta
E quasi tutta in se l'alma assorbì.
Pensi forse, che in darno i Giulj tre
Finor chiedesti, e or mediti di più
Armi nuove drizzar contro di me?
Ma invan pensoso stai sopra di ciò:
Finor se ogni tuo sforzo inutil fu,
Esser felice in avvenir non può.