SONETTO

Io t'assicuro, o Creditor, che se

Avuti gli avess'io, da un tempo fa

Già renduti t'avrei li Giulj tre.

Ma che? chi mai può dar quel, che non ha?

Ben quel che posso darti avrai da me,

E al tuo crin la mia Musa intesserà

Serto immortal di lodi; onde di te

Ragioneranno le venture età.

La buona intenzion scorgi di quì,

Se tutto quel, che posso dar, ti do:

Posso darti Sonetti, eccoli quì.

Ma tu non appagandoti di ciò,

Non vuoi, ch'io sconti il debito così.

Straluni gli occhi, e par che dichi: oibò.