SONETTO

Dacchè l'imagin della tua beltà

Scolpita in sen per man di amor mi fu,

O dolcissima Nisa, il Ciel lo sa,

Se ognora esser vorrei, ove sei tu.

Ma il tuo German, che in guardia tua si sta,

Qual Argo in guardia d'Io cangiata in Bu,

Se vede alcun che cortesia ti fa,

Storce le ciglia stranamente in su;

E geloso, quant'Uomo esser mai può,

Non vuol, ch'io venga a ragionar con te:

E io cimentarmi secolui non vò.

Nisa, quel tuo German, risveglia in me

Tal rancor, ch'altri in me non risvegliò,

Toltone il Creditor de' Giulj tre.