SONETTO
Se Dedalo ingegnoso ai fianchi unì
Le agili penne, onde pel Ciel volò,
E col figliuol, che poi nel mar cascò,
Come un augel dalla prigion fuggì;
E se sull'Ippogrifo in Ciel salì,
E al Concavo Lunare Astolfo andò,
D'onde il cervello al Paladìn portò,
Che a cagion d'una femina impazzì;
Perchè aver non poss'io modo, o virtù
Da volar lungi, o Creditor da te
Per strade, ove venir non possi tu?
Poichè vorrei veder, se dietro a me
Il Diavol ti portasse anche lassù,
A chiedermi per aria i Giulj tre.