SONETTO

Come il dono di Paride, che un dì,

Posciachè nude le tre Dee mirò,

A Vener bella il pomo d'oro offrì,

Con che Palla, e Giunon tanto irritò;

Ei fu un dono fatal, che l'Asia empì

Di stragi, e Troja in cenere mandò,

E tanta moltitudine perì,

Che il Xanto al mar gonfio di sangue andò.

Tal forse fu il servizio, che mi fe

Il Creditor, sebben la parità

Non và, come suol dirsi, a quattro piè:

Ma in questo almen, cred'io, male non va,

Ch'Egli avendomi dati Giulj tre,

Ora per quei guerra crudel mi fa.