V.
— Ho detto giusto a quella fanciulla che sarebbe benedetta da Dio, se partisse proprio adesso da questa valle di lagrime, come dice la Salve Regina!
Essa, perchè si sente un profumino alato, crede adesso di poter amare a cielo aperto come amano i fiori suoi fratelli e le farfalle sue sorelle; crede che i ballerini a cui si avvinghia abbiano una animula da garofano o da libellula come ha lei; non sa le laide osservazioni che fanno sul suo conto quegli scribi e strofinaccioli; non conosce la loro anima belluina, la loro sanità selvaggia e le loro malattie della civiltà infracidita; non sa perchè molte volte dell’anno portino nel taschino una cipolla in luogo dell’orologio e perchè studino certi annunzi sulla quarta pagina dei giornali.
Se vola via adesso, lo spiritello tredicenne andrà in un mondo migliore, in cui forse le bambine ameranno a cielo scoperto come le dalie e i parpaglioni; e se esiste il vecchio paradiso insegnato dalle nonne, i bei angeli grassocci e torniti si arroteranno giojosamente per riceverla, e scotendo le aluzze da scarabeo faranno piovere su lei un ineffabile zucchero pesto; e la Madonna, la più alta bellezza, che sia mai comparsa per i cieli e per le terre, la raccoglierà in grembo, ed essa la birichina incelata, col capottino riverso sulle sideree ginocchia della Mamma tutta santa, sentirà sotto la nuca la sofficità alma e profonda dell’oceano.
Se invece camperà.... già non avrà un soldo di dote, perchè suo padre liquiderebbe in vino ed altri liquori la proprietà di sette chiese, e sua madre convertirebbe un globo terracqueo di beni parafernali in gale e cravatte vistose e in ghiottonerie di ascosaglia.
Dunque Elenuccia non avrà un soldo di dote. Ancora giovanissima, le faranno sposare un veterano delle patrie battaglie, che le metterà su un’osteria, oppure la faranno maestra o levatrice comunale; ben detto comunale. Quante persecuzioni a quella povera bella, dai professori della scuola all’assessore anziano, dall’enorme cappellano ai direttori del libello quotidiano o del gazzettino didattico! e niuno saprà, vorrà, o potrà innalzarla a quelle stelle, in cui la donna cessa di esser donna per diventare Maria, e tutti la terranno con loro sulle spiaggie, in cui la donna cessa di esser donna per diventare Pasifae.
Quando poi sarà divenuta vecchia prima del tempo, scipata, diroccata, sorda, tanto che per farla sentire bisognerà parlarle dentro un corno acustico, — allora, se mai la vedranno comparire da un capo all’altro di una strada, sprezzeranno i suoi adoratori e consumatori della sua gioventù. Niuno proteggerà il suo diritto alla pensione, le sue cartelle e le sue scritture di credito, se ne avrà. E quando essa sarà morta, per dieci anni farà ancora sghignazzare le tavolate col ricordo del suo corno acustico.
Elenuccia, senti: va via da questo brutto mondo; va via, nella tua primavera sacra, mentre hai tredici anni, mentre sei innocente, sei fiore, sei farfalla; va allo spolverio inzuccherato degli angeli che ti attendono; va sulle ginocchia sconfinate della Madonna consolatrix afflictorum.
Sei degna di morire. —