A CORINNA

O spirito gentile,

Che nel silenzio a visitarmi scendi;

E a un angelo simile

La più ascosa del cor favella intendi:

Dimmi, qual luce è questa

Che splende alla deserta anima mia?

E qual memoria desta

L'amica del pensier malinconia?

Luce è d'amor, che move

Dall'ignota virtù de la bellezza;

Malinconia, che piove

La segreta del pianto alma dolcezza! —

In tempo lieto io vidi

La tua sembianza, e ancor mi sei presente;

E ancora mi sorridi,

E all'arcano tuo raggio arde la mente.

La tua fronte serena

È quasi all'alma trasparente velo;

E l'occhio che balena

Par che dica alla terra: Io son del cielo!

Diva solinga e pura,

Questi adunque ti sacro umili fiori;

Prole di zolla oscura,

Da te cercan la vita ed i colori.

Li colsi sull'aurora,

Nè perduta avran forse ogni fragranza;

V'è una lagrima ancora:

È la lagrima pia della speranza!

Marzo, 1839.