SCENA V.

Garbini e Baldassarre.

BALDASSARRE (guardando dietro a Livia)

Simpatica donna! Come è elegante!!

GARBINI

Ci siamo di nuovo. Ma non lo capisci che ti canzona, che non leva un dito, che non apre bocca, che non ti guarda se non per canzonarti?

BALDASSARRE

Oh senti, Gaspare mio, sai che mi secchi? Ieri potevi dire, e mi hai quasi impensierito, oggi so quello che so, e ne so più di te. E basti!

GARBINI

Ti compiango.

BALDASSARRE

Imbecille!

GARBINI

Mi fai rabbia.

BALDASSARRE

Lo credo.

GARBINI

Pensare che ti sono parente.

BALDASSARRE

La, la larà, larà, larà!

GARBINI

Oh! (prende un giornale e siede).

BALDASSARRE

(dopo una pausa non resiste al solletico della vanità)

Gaspare, Gaspare.

GARBINI

E poi?

BALDASSARRE

Con te posso parlare?

GARBINI

Sì. E poi?

BALDASSARRE

Le ho data la lettera.

GARBINI

Lo so.

BALDASSARRE

Sai cosa c'era in quella lettera?

GARBINI

Sì, un appuntamento.

BALDASSARRE

Ebbene...

GARBINI

Ebbene?

BALDASSARRE

È venuta.

GARBINI

Quando?

BALDASSARRE

Ieri sera.

GARBINI

Per isbaglio.

BALDASSARRE

In un luogo recondito.

GARBINI

E che ti disse?

BALDASSARRE

Non mi ha detto nulla.

GARBINI

Ah!

BALDASSARRE

Come è vero Iddio! è venuta e faceva mezzo buio. Io l'aspettavo da un quarto d'ora, poco lungi di qui, alla cascata. All'ora precisa eccola comparire, ma per disgrazia, giusto in quel punto si scatena il temporale con una violenza spaventosa. Io muovo ad incontrarla... S'era a trenta passi... quando scoppia il tuono, essa dà un grido e fugge correndo.

GARBINI

Ah, ah, ah!

BALDASSARRE

Io dietro...

GARBINI

Ah! ah, ah!

BALDASSARRE

Oh! non ridere.

GARBINI

No, non rido; e tu dietro.

BALDASSARRE

Ma c'erano tali sassi...

GARBINI

Che sei caduto?

BALDASSARRE

Caduto... no... ma...

GARBINI

Ma quasi. E non l'hai raggiunta?

BALDASSARRE

No, ma... Zitto; mia moglie.