SCENA VI.
Carletto e detti.
GARBINI
Vorrei entrare in camera mia.
CARLETTO
BALDASSARRE
Come non si può? Un forestiere non può entrare in camera quando gli piace?
CARLETTO
C'è tutto sossopra; andavo giusto...
GARBINI
Aspetterò, ma presto...
BALDASSARRE
Che servizio! che razza di servizio! Ne scriverò al Bollettino del Club alpino.
CARLETTO
Ma scusi...
BALDASSARRE
Meno chiacchere... che insolenza! (a Garbini) Se vuoi intanto nella mia camera...
CARLETTO
Oh! faccio in un minuto. (esce).
BALDASSARRE (da sè)
Lo fa apposta.
LIVIA
Signor Baldassarre?
BALDASSARRE
Mi comandi.
LIVIA
BALDASSARRE
Subito.
GARBINI (guardandolo affrettarsi)
Imbecille.
LIVIA
Ed ora continui.
BALDASSARRE
Che?
LIVIA
A dirmi le belle cose di poco fa. Stia a sentire, Garbini.
BALDASSARRE (da sè)
E va bene: a momenti arriva il dottore... (per subita idea) Ah! (chiamando) Carletto! — Scusi, signora Livia... Carletto!... (a Garbini) Mi fai la grazia, due minuti qui fuori? (c. s.) Carletto!... ma guarda se viene... e non è sordo?
GARBINI (a Livia)
Lei lo ha fatto impazzire.
LIVIA
Se n'è già avveduto?
GARBINI
Me lo ha confidato lui.
LIVIA
Lo guarirò, stia tranquillo. (entra Carletto).