IV.
Tuttavia la dominazione brasiliana sulla Plata, quantunque riconosciuta in sulle prime dai cabildi (consigli) delle varie città, e dagli stessi antichi luogotenenti dell’Artigas, non durò lungamente tranquilla. La trasformazione del Brasile da regno in impero indipendente (1822) anzichè accrescere la sua autorità e la sua forza, parve turbarle e sminuirle. Obbligato a difendersi dalle congiure interne e persino dalle sedizioni de’ suoi stessi governatori, ed a schermirsi insieme dalle intimazioni di Buenos-Ayres, che afforzato dal voto degli stessi Orientali reclamava la loro riunione allo Stato avito, il Brasile non godette certamente le beatitudini della possidenza. Regnò nonostante qualche tempo ancora, se non amato, temuto; quando nel 1824 un importante avvenimento precipitò la rovina della sua breve conquista. Il 9 dicembre 1824 i riuniti eserciti repubblicani della Colombia e del Perù sotto il comando del generale Suchrè disfanno nei piani di Agacuchos l’ultimo esercito spagnuolo e annientano per sempre la signoria iberica nell’America del Sud. Ora la solenne vittoria fu non solamente decisiva per la Spagna e le sue colonie, ma esercitò altresì sulle sorti della Banda Orientale e de’ suoi recenti dominatori un’influenza capitale. La battaglia d’Agacuchos partorì, per tacere dei maggiori, questi tre effetti: collo spezzare gli ultimi frammenti del giogo che opprimeva l’America spagnuola fece sentire all’Uruguay più acuto il dolore, più ardente la vergogna di quello che il Brasile gli aveva imposto; assicurando la indipendenza allo Stato Argentino gli offrì nel tempo stesso l’occasione, gli agevolò il modo di provvedere all’emancipazione dell’altra riva della Plata; isolando finalmente il Brasile in una cerchia di Stati autonomi e bellicosi, lo pose ben presto nella necessità di scegliere fra una guerra implacabile e rovinosa, e la rinuncia d’una preda che gli costava tanto.
E gli eventi lo chiarirono ben tosto. Nella primavera del 1825 trentatrè animosi Orientali, soldati quasi tutti dell’Artigas e capitanati da Juan Antonio Lavalleja,[64] giurata solennemente la liberazione della patria loro, irrompono nella Banda Orientale; che infiammata dal loro generoso ardimento si solleva tutta quanta sui loro passi, e incomincia contro il nuovo straniero una di quelle tremende campagne di guerrillas onde quei paesi vanno famosi. Il Brasile rinfaccia al Governo di Buenos-Ayres d’aver promossa ed aiutata la ribellione; ma questo, lungi dallo scusarsi, abbraccia manifestamente la causa orientale e si prepara a sostenerla coll’armi. La guerra allora non è più soltanto fra l’Impero e gl’insorti d’una sua provincia, ma tra esso e tutti i popoli della Plata, ridesti novellamente all’antico sentimento della loro fratellanza, riuniti ancora sotto il vessillo dei loro giorni gloriosi: O Libertad o Muerte. Ormai la lotta è impegnata per terra e per mare. Alla forte armata dell’Impero, l’Argentina non può opporre che una piccola squadra di tre legni; ma la comanda uno dei più intrepidi marini dell’Inghilterra, l’ammiraglio Brown. Contro il numeroso e agguerrito esercito brasiliano, i Confederati della Plata non possono mettere in campo che milizie improvvisate e bande indisciplinate; ma le guidano il Rondeau, l’Alvear, il Ribera, l’Oribe, il Lavalleja: tutti i prodi della prima guerra d’indipendenza, e il valore bilancia il numero e la forza.
Però dopo una varia vicenda di combattimenti terrestri e navali, di fortune e di rovesci, di prodezze e di carnificine, il Brown sconfigge la flotta brasiliana e si impadronisce dell’isola di Martin Garcia, la più forte stazione navale della Plata; l’Alvear distrugge l’esercito spagnuolo sui campi d’Ituzaingo (20 febbraio 1827); onde il Brasile ê costretto a chiedere la pace, e dopo un intrico di lunghi e insidiosi negoziati a sottoscrivere il trattato di Rio Janeiro, del 25 agosto 1828, mercè il quale la Repubblica argentina e l’Impero del Brasile riconoscevano mutuamente, sotto la garanzia della Francia e dell’Inghilterra, la indipendenza della Banda Orientale, obbligandosi entrambe a difenderla in caso di necessità.
Ecco dunque la Banda Orientale liberata un’altra volta, e vorremmo poter dire per sempre. Ratificato e riconosciuto dalle Potenze il trattato di Rio Janeiro; votata la Costituzione del 24 maggio 1830, per la quale el Estado oriental de l’Uruguay adopta para su gobierno la forma rapresentativa republicana e due Camere con un presidente rieleggibile ogni quattro anni, venne eletto primo presidente, non senza contrasti, quel Fruttuoso Ribera, che abbiamo veduto primeggiare sulla scena dell’Uruguay fino dal 1811, il cui nome rivedremo mescolato di nuovo ad altre lotte non lontane. Per intenderle però ci conviene ripassare per alcuni istanti sull’altra riva della Plata.