IX.

Accettò quindi, e quando prese il comando della Costitucion trovò la situazione militare della Repubblica a questi termini.

L’Uruguay aveva in campo due corpi d’esercito forti, tutt’al più, di undici o dodicimila combattenti: uno dei quali accampato intorno a San Josè di Canelones sorvegliava insieme la riva sinistra della Plata e gli approcci della capitale; mentre l’altro, il più forte, campeggiava nel Corrientes sotto gli ordini del Ribera, occupato, non sapremmo dire se a contemplare od a fronteggiare i corpi dell’Urquiza e dell’Echague che gli manovravano dattorno e lo tenevano a bada.

Nel campo degl’invasori invece, l’Oribe occupava già i dintorni di Boyada, e stava per operare la sua congiunzione coll’Echague e l’Urquiza, mentre la squadra del Brown padroneggiava la Plata dalla foce a Martin Garcia e teneva pressochè bloccata tutta la riva orientale. Ora, quale delle parti belligeranti fosse in peggiori condizioni, ognuno lo vede. Mentre l’esercito orientale era spezzato in due tronchi, separati tra di loro da uno spazio di circa trecento leghe, e inetti così a difendersi da sè soli come a soccorrersi; l’esercito del Rosas, appoggiato alla base del Paranà, poteva quando che sia marciar unito e compatto al suo obbiettivo, e manovrando a suo agio nel largo intervallo che divideva i due corpi inimici, assalirli ad uno ad uno e schiacciarli a sua posta.

E tuttavia un tale stato di cose, per sè stesso già pericolosissimo, fu da un nuovo sproposito del Ministro della guerra reso irreparabile. Anzichè provvedere, come insegnava la più volgare esperienza militare, al pronto concentramento delle forze, il generale Vidal pensa a disperderle anche più, ordinando a Garibaldi di lasciare colla sua squadra la Plata, e rimontando il Paranà andare a suscitare e rianimare quella insurrezione di Corrientes, che si annunciava sempre e non si vedeva mai.

Siffatto ordine parve così insensato a Garibaldi stesso, che vi sospettò sotto poco meno che un tradimento. Per eseguirlo doveva fare seicento miglia d’ardua e pericolosa navigazione, per mezzo ad ostacoli e nemici d’ogni sorta; aprirsi una via nell’Estuario sotto il fuoco incrociato della squadra argentina, doppia della sua, e quello delle batterie di Martin Garcia, isola che guarda il confluente dell’Uruguay e del Paranà nella Plata; risalire quindi il Paranà, le cui rive erano in mano dei nemici, prive di scali, d’approdi e di punti di riposo; e finalmente, quando tutto questo gli fosse riuscito, gettarsi con pochi uomini allo sbaraglio in una provincia lontana, che non gli poteva prestare soccorso alcuno.

Ma follía o tradimento che fosse, era un ordine, e Garibaldi volle provare che sapeva tanto ubbidire, quanto combattere, e che non v’era per lui cimento periglioso, da cui non sapesse almeno salvare l’onore.