NOTE

[1]Villabianca, Diario palermitano, in Biblioteca Storica e Letteraria di Sicilia, di G. Di Marzo, v. XXVI, p. 294.
[2]Pitrè, Usi e Costumi, v. I, pp. 26-27.
[3]Novelle Miscellanee, p. 19. — Villabianca, Diario, in Bibliot., v. XXVI, pp. 8-12; Diario ined., a. 1787, p. 58; a. 1793, p. 59; a. 1800, p. 399.
[4]Creuzé de Lesser, Voyage en Italie et en Sicile, p. 107. A Paris, MDCCCVI.
[5]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVI, pp. 8, 12, 121-122.
[6]Dolci composti di pasta di mandorle, che prendono ancora nome dal monastero, dove particolarmente si manipolavano.
[7]Villabianca, Diario ined., a. 1800, pp. 94-100, 151-63.
[8]Diario, in Bibl., v. XIX, pp. 198-99; v. XVIII, p. 244; v. XXVI, p. 157; v. XXVII, pp. 243-44.
[9]Diario ined., a. 1793, p. 59 e così negli anni 1795 e 1796.
[10]Vedi in questo volume il cap. sulla Giustizia; e nel precedente il cap. XXIII.
[11]Pitrè, Usi e Costumi, v. I, pp. 98 e 107.
[12]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVI, pp. 175, 285, 316; Diario ined., a. 1797, pp. 109-110.
[13]Houel, Voyage pittoresque des îles de Sicile, de Malte et de Lipari, t. I, pp. 72-73. Paris, 1782.
[14]Villabianca, Diario ined., a. 1786, p. 493; a. 1792, p. 295; a. 1793, p. 37.
[15]Pitrè, Spettacoli e Feste, pp. 288, 313, 324, 339, 342 e segg.
[16]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVI, pp. 321-22; v. XIX, p. 35. — Palermo d'oggigiorno, v. II, p. 111. — Rezzonico, op. cit., v. II, p. 106 e segg. — Raccolta di Notizie, 9 Sett. 1801.
[17]Nel 1835 la commemorazione era già ridotta ad una semplice scarrozzata lungo la via che conduce alla Rocca. Oggi nessuno ricorda più nè l'antichissima gita — s'intende dell'8 settembre — a Monreale, nè la passeggiata alla Rocca.
[18]La frase interrogativa: A lu Spitali veni pri pezzi? (tu vieni a cercare pezze all'ospedale?) a chi ci chieda cose delle quali abbiamo difetto, parla chiaro.
[19]Quattromani, Lettere su Messina e Palermo, n. LVII, pp. 213-14. Palermo, 1836.
[20]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVI, pp. 23-24; v. XXVII, pp. 299-300. Per la festa del 1800 si può vedere la descrizione nel Diario ined., 12 giugno, pp. 296-301.
[21]Vedi v. I, p. 128.
[22]Pitrè, Spettacoli e Feste, pp. 419-23.
[23]Mmiscu, era ed è un liquore a base di rosolio, alcol e erbe aromatiche. Petrafènnula, dolce duro, composto di cedro tritato, cotto nel miele e condito con aromi. Zammù, anice, fumetto.
[24]Brydone, A tour through Sicily a. Malta, lett. XXV. London, 1773-76.
[25]Houel, op. cit., t. I, p. 73 e segg.
[26]De Saint-Non, Voyage pittoresque ou Description des royaumes de Naples et de Sicile, t. IV, pp. 144-48. Paris, 1784.
[27]Goethe, Italienische Reise, lett. 13-14 Aprile 1787. Queste ed altre testimonianze e descrizioni particolareggiate di quelle feste vennero raccolte, tradotte ed annotate da Maria Pitrè, Le Feste di S.a Rosalia in Palermo e dell'Assunta in Messina. Palermo, 1900; e nella Appendice, Pal. 1903.
[28]Provviste del Senato, a. 1791, pp. 398 e 412.
[29]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVII, p. 134.
[30]Ciò avvenne particolarmente l'a. 1768, come si rileva dal Diario del Villabianca, in Bibl., v. XIX, p. 124.
[31]Houel, op. cit. — Maria Pitrè, Le Feste di S.a Rosalia ecc., p. 47.
[32]Erano le fontane, oggi abbandonate, fatte eseguire dall'Arcivescovo dal Testa.
[33]Rezzonico, Viaggio della Sicilia e di Malta, in Opere raccolte e pubblicate dal prof. Fr. Mochetti, t. V, pp. 106 e segg. Como, 1817.
[34]Raccolta di Notizie, n. 36, Palermo, 4 Maggio, 1801.
[35]Des Ballons aérostatiques, de la manière de les construire, de les faire élever ecc. Orné des planches en taille douce. A Lausanne, chez J. P. Heubach, MDCCLXXXIV.
[36]Ragguaglio dei palloni aerostatici lavorati con felice successo da D. Ercole M. Branciforti e Pignatelli ecc. In Palermo, MDCCXXXIV. Dalle Stampe del Bentivegna.
[37]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVIII, p. 213. — Torremuzza, Giornale ined., p. 313.
[38]Brydone, op. cit., lett. XXIX.
[39]Opuscoli palermitani, n. 2, p. 53. Ms. Qq E 94 della Bibl. Com. di Palermo.
[40]G. Lanza e Branciforti, Diario storico, anno 1798. Ms. inedito della Biblioteca dell'on. Principe Pietro Lanza di Trabia e di Butera.
[41]Sarebbe forse D. Gioacchino Torre, a cui tra gli altri si rivolge con un brindisi il Meli? (vedi Opere poetiche, p. 286. Palermo 1894).
[42]G. Lanza e Branciforti, Diario cit.
[43]Alcuni furono soscrittori del Memoriale che segue.
[44]G. Lanza e Branciforti, Diario cit.
[45]Vedi Penes Acta, nell'Archivio Comunale, an. 1799: Memoriale dei dilettanti e giocatori del gioco del Pallone di questa città di Palermo al Re.
[46]Bartels, Briefe über Kalabrien und Sizilien, v. III p. 723.
[47]Penes Acta, nell'Arch. Comunale, a. 1799.
[48]De Saint-Non, op. cit., p. 143.
[49]Provviste del Senato, a. 1799-80; a. 1786, p. 135.
[50]Per la storia da scriversi del nostro teatro è utile notare che qualche volta in questo teatro agivano dei filodrammatici. Abbiamo sott'occhio un Argomento della Commedia del Marchese di Liveri intitolata Il Solitario, la quale si rappresenta nel domestico Teatro dei Signori Marchesi di S. Lucia, da una Brigata di Nobili, e Dilettanti. In Palermo, MDCCLXVII. Nella Stamperia dei Santi Apostoli in Piazza Vigliena presso D. Gaetano M.a Bentivegna. In-4º, pp. 7.
[51]Un uomo altolocato in Palermo diceva al Bartels queste gravi parole: «Si vocifera che il denaro esatto (per le strade) sarà forse impiegato per la fabbrica di un nuovo teatro in Palermo. Non è da credersi; ma il Governo di Sicilia fa vedere cose più mostruose». Bartels, Briefe, n. XXXIII, vol. II, p. 519.
[52]Villabianca, Diario ined., a. 1787, p. 163; a. 1793, p. 59; a. 1798, pp. 25-26. — Santacolomba, L'Educazione della Gioventù ecc. pp. 421-22. In Palermo, MDCCLXXV.
[53]Palermo, 4 febbr. 1800.
[54]Reali Dispacci, an. 1784, registro n. 1510, fogli 152-53 dell'Archivio di Stato di Palermo.
[55]C. Dassori, Opere e Operisti, Dizionario lirico universale (1541-1902), p. 666. Genova, 1903.
[56]Anni 1787, 1788, 1798-99 ecc.
[57]Nota presa nella Biblioteca del Principe di Trabia e nel Giornale di Sicilia del 5 agosto 1794.
[58]Dassori, op. cit., p. 799, attribuisce a Silvestro Palma quest'opera, che dice primamente rappresentata in Napoli, nel 1792.
[59]Probabilmente è Il trionfo di Giuditta, azione sacra di Pietro Guglielmi, stata eseguita più tardi nell'Oratorio di S. Filippo Neri. Se non che, una edizione se ne ha di «Palermo MDCCCVI, nella Stamperia del Solli».
[60]Diario ined., a. 1798, pp. 25-26.
[61]D'Angelo, Giornale ined., a. 1797, p. 142.
[62]I Puntigli per equivoco, commedia per musica da rappresentarsi nel R. Teatro S. Cecilia. In Palermo, MDCCXCVII.
[63]Meli, Poesie, p. 65.
[64]Ms. Qq E 88, p. 2, della Bibl. Comunale; e Diario, in Bibl., v. XIX, p. 141.
[65]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XIX, p. 269. L'aneddoto, un po' travisato, con un'aggiunta senza base storica, è stato riportato dal giornale L'Ora, a. II, n. 231, da un recente libro di memorie di un artista ultimamente pubblicato a Parigi (1901).
[66]Gennaio 1798. R. Segreteria, n. 5290. Archivio di Stato di Palermo.
[67]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVII, p. 243.
[68]Villabianca, Diario ined., a. 1798, pp. 28, 58, 68. — D'Angelo, Giornale ined., p. 179. La stampa della poesia è senza indicazione tipografica.
[69]Palermo, Gagliani, 1798.
[70]Poesie, p. 374.
[71]La notizia è accennata dal Palmieri de Miccichè, Pensées et Souvenirs, t. II, ch. XLII; ma per errore portata verso il 1792-93, quando la Corte era invece a Napoli.
[72]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVI, pp. 97, 353.
[73]Vedi lettera del Vicerè Colonna al Maresciallo Don Gaetano Sances de Luna, in data del 15 agosto 1780, in Reali Dispacci, registro n. 210, foglio 20, dell'Archivio di Stato di Palermo.
[74]Risposta del 26 maggio 1797.
[75]Di Semiramidi, fino al 1800 se ne contavano 24, principiando da quella di M. A. Cesti (1667) e finendo all'altra del Cimarosa, la quale però venne la prima volta eseguita in Napoli nel 1799. Probabilmente si voleva quella, altre volte udita, del Paisiello, eseguita primamente in Roma nel 1773.
[76]Il viaggiatore R. de Saint-Non lasciò scritto: «L'opera comincia a un'ora di notte e finisce a mezzanotte e anche più tardi».
[77]Lettera del 28 luglio 1795. R. Segreteria, n. 5290. Archivio di Stato di Palermo.
[78]Capitoli, o siano Statuti dell'Unione dei Musici sotto il titolo di S.a Cecilia ecc., cap. XVIII.
[79]Vedi il cap. seguente.
[80]R. Segreteria, n. 5290.
[81]Rescritto sovrano, datato da Napoli, 22 gennaio 1797. R. Segreteria, n. 3290. Arch. di Stato di Palermo.
[82]Hager, Gemälde von Palermo, pp. 85, 91. Berlin, 1799.
[83]Galt, Voyages and Travels, pp. 33-36.
[84]Galt, Voyages and Travels, p. 36.
[85]Hager, loc. cit., p. 94.
[86]Vedi v. I, cap. II, p. 26-27.
[87]«Commedie improntate burlesche dette bastasate, le quali però non ostante che ignobili sono le più frequentate». Villabianca, Diario ined., a. 1794, p. 420.
[88]Il parrocco G. Alessi ci lasciò questa nota, che non vien confermata da nessuno: «Oggi (1795) la voce farsa è andata in disuso; chiamasi zanni e suol farsi nel piano della Marina ed in quello dei Bologni.» Aneddoti, n. 35, Ms Qq H 43 della Biblioteca Comunale. Il Villabianca in uno dei dieci ricordi che nel suo Diario inedito fa, dal 1785 al 1800, dei Casotti, sotto la data del 1790 scriveva: «In Piazza Marina, nel Casotto, commedie ordinarie, cioè improntate, fatte da nostrali comici, bastasate in lingua siciliana, che sono opere buffe, nelle quali fa (agisce) il celebre Giuseppe Marotta». Ms. Qq D 111, p. 365.
[89]Reali Dispacci, n. 1514, foglio 141 retro, nell'Archivio di Stato di Palermo.
[90]R. Segreteria, Incartamenti, n. 5290, a. 1793-99.
[91]1. Onofrio ed Elisa, cavaliere e dama per forza, ossia il fanatismo dei facchini. — 2. Onofrio ladro in campagna e galantuomo in città. — 3. Onofrio disertore. — 4. I due anelli magici. — 5. I contratti rotti. — 6. Testalonga e Guarnaccia. — 7. La nascita di Onofrio dall'ovo. — 8. Le metamorfosi di Onofrio. — 9. Onofrio finto sordo e muto per non pagare i debiti. — 10. L'equivoco del manto. — 11. La pentola. — 12. Le torce dei diavoli. — 13. La magia di Corvastro e Fagiani. — 14. Onofrio finto principessa. — 15. Lo spirito folletto di Elisa. — 16. Il fuori fuori. — 17. Onofrio servo sciocco. — 18. I quattro rivali in duello. — 19. Quattro Onofrii in un punto. — 20. I vecchi burlati. — 21. Il cortile degli Aragonesi. — 22. La anatomia di Onofrio. — 23. Onofrio re dormendo. — 24. Onofrio marito geloso. — 25. Le 99 disgrazie di Onofrio. — 26. Onofrio finto imperatore del gran Mogol. A questi bisogna aggiungere: 27. La Calata di Baida. — 28. Lo Spedale dei pazzi. — 29. La venuta dello sposo dalla tonnara. — 30. Venuta di Lappanio da Cianciana. Vedi un articolo di Ag. Gallo nell'Indagatore siciliano, a. I, v. I., fasc. I. Pal. 1834, e un altro di P. Lanza nelle Effemeridi scientifiche e letter., t. X, a. III, p. 345-46, Pal. 1834. Cfr. Caminneci, Brevi Cenni storici, ecc. Pal. 1884.
[92]Villabianca, Diario ined., 1796, p. 282.
[93]Gemälde von Palermo, pp. 93-94.
[94]Galt, op. cit.
[95]Risposta del 21 giugno 1793 in R. Segreteria, Incartamenti, n. 5290. Vedi anche passim in questo volume.
[96]Meli, Riflessioni, p. 18.
[97]Nella domanda con la quale egli vuol rifarsi delle perdite sofferte, era detto press'a poco questo: L'annata è stata orribile; i caffettieri stessi, che nella Marina sogliono alzare baracche in estate per i sorbetti, a cagione del caro degli zuccheri abbandonarono il posto; io vi rimasi per divertire il pubblico. Concedetemi il casotto anche pel 1794 per farvi rappresentare «la coppia della bastasata». Ricordiamoci del resto della carestia, delle febbri e della moria di quell'anno, non solo in Palermo, ma anche in gran parte dell'Isola.
[98]Palermo, Per De Luca. (Foglio volante).
[99]Lettere su Messina e Palermo, lett. XXXI, p. 129.
[100]Cfr. il cap. Accademie {p. [pg 375]_}.
[101]Villabianca, Diario edito ed inedito, anni 1773, 1777, 1789, 1790, 1794, 1797. Vedi anche i mss. di Casa Trabia.
[102]Torremuzza, Giornale ined., p. 450.
[103]R. Segreteria, Incartamenti, n. 5290.
[104]Guerra, Stato presente della Città di Messina, Napoli, 1781.
[105]Possediamo un bel volume, contenente una trentina di queste sacre azioni. La collezione porta la data del 1806 e del 1807 (vi sono oratorî anche nel 1810); ma si tratta di ristampe. La sola Iª parte del Trionfo della Religione è «per le stampe del Barravecchia, 1807».
[106]La morte di Sansone, dramma per musica ecc. da cantarsi nell'Oratorio dei RR. PP. della Congregazione di S. Filippo Neri. Parte I. In Palermo, nella stamperia del Solli.
[107]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVI, p. 331; XXVIII, p. 30.
[108]Capitoli o siano Statuti dell'Unione dei Musici sotto titolo di Santa Cecilia, nuovamente raccolti ed ordinati, e dopo le conferme di molti Viceregnanti approvati dall'Ecc.mo Sig. Vicerè Giovanni Fogliani, cap. XIX. In Palermo, MDCCLXII. Nella Stamperia dei SS. Apostoli presso P. Bentivenga.
[109]G. Gargarosso, La fidilissima Sicilia e lu so invittu Munarca Filippu V, p. 8. In Palermo, pri Filici Marinu, 1711.
[110]Riforma fatta dalla Regia Giunta, p. 21. In Palermo MDCCXCI.
[111]Santacolomba, La Educazione della Gioventù ecc. p. 44.
[112]Vedi nota seguente.
[113]Cap. XVII, p. 39.
[114]Vedi il nostro opuscolo, Modi Proverbiali ecc. di Palermo, n. 13. Palermo, 1902.
[115]Si consulti l'esemplare dei Capitoli cit., posseduto dall'Unione dei Musici, per dono fatto il dì 21 sett. 1894 da Giovanni Pitucco. Questo esemplare per le note a penna che contiene ha valore di documento originale.
[116]Capitoli cit., p. 5.
[117]Un giornale del 1794 parla d'un cembalo di Grimaldi ad ottava stesa, che arriva nei cantini al delasolrè.
[118]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XIX, p. 109.
[119]Per tutta l'estate questa musica costava al comune 130 onze (Riforma cit., p. 23). Essa cominciò, nella medesima Marina, nel 1591, quando, aperta la strada Colonna, il Senato vi fece passare pei mesi di giugno-settembre, esclusi i venerdì, i virtuosi che solevano sonare nel palazzo pretorio nei giorni di lunedì o mercoledì. Ciascuno di essi godeva un salario di onze 30 e n'ebbe aggiunto un altro di onze 6. E qui giova notare che prima di quell'anno, fino al 1583, in cui rovinò, luogo di diporto e di svago estivo, specialmente o forse esclusivamente per le signore, era il terrapieno sulla Cala, rimpetto il Castello a mare, dalla parte settentrionale, dove ora è S. Spirito, chiamata la Sala delle dame. Vedi A. Flandina, La Sala delle Dame in Palermo (Pal. 1879).
[120]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XIX, pp. 172-173.
[121]Vedi v. I, cap. XXV.
[122]R. Segreteria, Incartamenti, n. 5290.
[123]Forno, Opuscoli cit., II, p. CCLVI.
[124]Ortolani, op. cit., p. 49.
[125]Gorani, op. cit., t. I, p. 47.
[126]Provviste del Senato, a. 1783-84. p. 429.
[127]Storico anche questo; l'abbiamo raccolto dalla bocca di vecchi canonici della Cattedrale di Palermo, uno dei quali vive ancora.
[128]Riforma cit. (a p. 106 del v. I di quest'opera), p. 60. — I. Sala, Dimostrazione dello Stato del Patrimonio del Senato di Palermo, presentato alla Giunta eretta pella fissazione del detto Patrimonio. Ms. dell'Archivio Comunale di Palermo.
[129]D'Angelo, Giornale ined., a. 1799., pp. 269-71.
[130]«Il Predicatore quaresimale della Madrice Chiesa di questa città per le prediche della Quaresima e panegirici e viene tenuto a fare, onze 80; e ciò in seguito di ordine di S. E., per via del Tribunale del R. Patrimonio, li 13 maggio 1692, colla condizione che il detto Predicatore essendo regnicolo abbia da conseguire onze 60; ed essendo forestiero onze 80, come dalla Riforma del 1788.» I. Sala, Dimostrazione cit. dello Stato del Patrimonio del Senato di Palermo p. 213.
[131]Villabianca, Diario ined., a. 1800, p. 66.
[132]Da pochi anni l'Olivella tace; riparlerà forse, e ricominceranno i termini di paragone.
[133]G. Palermo, Guida istruttiva per Palermo, 2ª edizione p. 698.
[134]Provviste del Senato, a. 1793-94, pp. 135 e 226.
[135]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XIX, p. 8.
[136]D'Angelo, Giornale ined., p. 329.
[137]Breve Ragguaglio di quanto praticano in questa Capitale le Figlie della Carità, ecc. n. 12, p. XXXIV. In Pal., Felicella, MDCCLXXII. — G. Palermo, Guida cit., p. 537.
[138]L'Utile col Dolce, ovvero quattro Centurie di argutissimi detti e fatti di saviissimi uomini del p. Carlo Casalicchio d. C. d. G. In Napoli, MDCCLXIV. Dal 1671 a 1764 in Napoli e Venezia se ne fecero undici edizioni.
[139]Vedi i nostri Spettacoli e Feste, p. 206, e Modi proverbiali cit., n. 44. Sulle nomine dei predicatori per opera del magistrato municipale, vedi Provviste del Senato, a. 1791, p. 6; 1794, pp. 16 e 67; 1795, p. 127; 1796, p. 155; 1797, p. 42; 1799, p. 32.
[140]Convento in Sicilia vale abitazione di frati.
[141]Erano i Riformati, presso i quali è ancora nel convento della Gància un posto col titolo di Terra Santa. Costoro andavano in giro pei comuni dell'Isola portando le bolle dei Luoghi Santi, composte e stampate dentro il Commissariato di Terra Santa in Palermo, dove i tipografi si chiudevano, e stampavano scrupolosamente il numero prestabilito di bolle: non una di più. Codeste bolle contenevano privilegi e indulgenze agli acquisitori, e si portavano addosso, preservativi di assalti di ladri, di naufragi in fiumi, infortunî d'ogni genere nei viaggi per la Sicilia.
[142]Il solo Gorani, Mémoires, I, 471, nel 1793, scriveva: «I conventi dell'Isola possiedono beni incalcolabili. Palermo ha monasteri con annuali rendite di 100,000 ducati d'argento» (L. 425,000).
[143]Villabianca, Diario ined., a. 1788, pp. 677-78.
[144]Mémoires, t. I, p. 471.
[145]Gemälde von Palermo....
[146]Diario, in Bibl., v. XXVI, p. 350; Diario ined., 28 febbraio 1799; 22....
[147]Voyage pittoresque, v. I, p. 71.
[148]Bartels, Briefe, v. II, p. 658.
[149]Bartels, Briefe, v. II, p. 657.
[150]Mescolanze dei secoli XVI, XVII, XVIII, n. LXXXIII. Ms. Qq H 158 della Biblioteca Comunale.
[151]Cfr. in questo vol. il cap. I, p. [pg 24]_.
[152]De Borch, Lettres, lett. XV, pp. 71-72.
[153]L. Palomes, Dei Frati Minori e delle loro denominazioni. Illustrazioni e Documenti. 2ª ediz., lib. III, pp. 269-70. Palermo, 1798.
[154]Dispacci di S. M. Ferdinando III. In Pal., per il Solli MDCCXCVII.
[155]Letterino (fr. luterin) dicesi la tribuna, la cantoria dei musici nelle chiese. È anche il palco nel quale sta l'organo, o si affacciano persone per vedere e non esser vedute.
[156]Le particolarità tutte di questa funzione concordano pienamente con quelle del Ceremoniale e le Costituzioni benedettine del Padre Tornamira e Gotho. In Palermo, Dell'Isola, MDCLXXVI.
[157]Comunichino, è nelle chiese dei monasteri il luogo pel quale dalla chiesa si amministra alle monache interne la comunione.
[158]Ben altro che questo troviamo nel medesimo anno e, per documento storico irrefragabile, nella seconda metà del secolo XVIII. Di una professione celebrata nel settembre del 1755, un cavaliere palermitano (che potè anche essere un ecclesiastico) scriveva: «Preceduto prima l'invito stampato, si fece con sì sontuosa e dissoluta profanità, che tutti restammo scandalizzati. Fu sino piantata avanti la porta del parlatorio una baracca di tavole, dalla quale, come si fa nei teatri, si dispensavano pubblicamente i rinfreschi; e durò questa profana solennità per tre giorni continui, fino alle cinque passate della notte. Il giuoco e il ballo, per non dir altro, vi mancarono solamente, perchè si potesse dire di stare in un festino carnale.» Altro che cuccagna! E non parliamo delle ore favorite per cosiffatte funzioni, le quali erano pomeridiane e sovente notturne! (Ragguaglio, pp. 30-31, citato più oltre, nelle pp. 175-176 {p. [pg 166]_} del presente volume.)
[159]«Gli sforzi dei genitori tendono ad arricchire il solo primogenito, motore precipuo l'interesse. Le povere ragazze, prendendo il velo, son costrette a rinunziare a tutti i loro beni a favore del padre, il quale alla loro morte li trasmette intatti al maggiore della famiglia.» M. Palmieri de Micciché, Pensées et Souvenirs, t. I, ch. XX.
[160]Vedi circolare del 22 genn. 1782 del Vicerè Caracciolo, che richiamava il real ordine relativo alla esatta esecuzione della circolare del 6 luglio 1775 sull'argomento. Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVII, pp. 231-37 e v. XXVI, pp. 329-31. Mons. Michele Schiavo, giudice per modo di provvisione della R. Monarchia, nel 1763 lasciava una memoria: Per la Deputazione del Regno affin di limitarsi le doti, e le enormi spese che si verificano nei monacati delle figliuole. Ms. Qq D 146. n. 8, della Bibl. Comunale di Palermo.
[161]Poesie, p. 368. Sagristana, impiegata agli uffici interni della sagrestia della chiesa; purtunara, portiera del monastero, incaricata di aprire e far accompagnare chi entri nel monastero: il medico, i fornitori di generi alimentari ecc.; cucinera, addetta a sovraintendere ai servigi della cucina; spiziala, dolciera; cillarària, economa per la cibaria; bursaria, cassiera interna; rutara, che sta in portineria, pronta alle chiamate delle persone che vengono alla ruota. Ad alcuni di questi impieghi le monache eran chiamate ad una certa età.
[162]Penitente, colui o colei che abitualmente si confessa con un sacerdote.
[163]«Contro la determinazione del Concilio di Trento avea quasi ogni monaca un particolare e perpetuo confessore, origine delle continue dissensioni, le quali pur troppo si sentono spesso in questi monasteri.» Ragguaglio che citeremo innanzi, pp. 175-76 {p. [pg 166]_}.
[164]Pupu cu l'ova, nei monasteri e nell'alta pasticceria siciliana, specie di colombina, fatta di pasta dolce con un rialzo ad un lato, con isquisita conserva. — Viscottu chinu, biscotto molle in forma convessa ed a ghirigori di sopra, e piano sotto, ripieno di conserva o crema. — Mustazzola, dolce molto duro, di farina, zucchero ed altri ingredienti, a forma di focaccia irregolarmente schiacciata, ed a ghirigori biancastri su fondo color mogano. — Pantofalu, specie di mustazzola vuota e piena di conserva di pistacchio o d'altro.
[165]Mescolanze dei secoli XVI, XVII, XVIII. Ms. Qq. H 158 cit., n. XIV, della Biblioteca Comunale di Palermo.
[166]Editto di D. M. P. Cusani ecc. in data dell'11 ottobre 1755. In Palermo MDCCLV, Stamperia Valenza.
[167]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVI, pp. 350.
[168]Alle severe inibizioni dei seppellimenti in città (1783-8) i Vicerè non cessavano di contravvenire essi medesimi. Le chiese di Suor Vincenza, della Magione ecc. erano aperte ai cadaveri. È poi ricordo di chi scrive, come di qualsivoglia persona nata nella prima metà del sec. XIX, la inumazione nelle sepolture private o sociali di chiese appartenenti a monasteri, collegi di Maria, reclusorî, conventi, confraternite. Rinomata fra tutte, specialmente per la Nobiltà femminile, la sepoltura delle Cappuccinelle presso il Papireto. Vedi v. I cap. XXIII.
[169]Villabianca, Diario ined., a. 1796, pp. 346-47.
[170]A giudicare con piena conoscenza in proposito si legga la Descrizione di ciò che operarono le monache del vener. monastero dell'Immacolata Concezione di questa città di Palermo sotto il governo della Reverenda Madre suora Rosa Felice Ventimiglia normanna e sveva, Abbatessa la terza volta, per la venuta di Carlo III in Palermo. In Palermo, Amato, 1735. E sì che la Concezione non era il primo dei monasteri di Palermo!
[171]Digiuna, o monaca, fa' penitenza; sconta il lusso che tu sei procurato facendo debiti!
[172]Tornamira e Gotho, op. cit., p. 50.
[173]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXI. p. 334.
[174]Houel, v. I. p. 67. Vedi il cap. Dame e Cavalieri.
[175]Cfr. i nostri Canti pop. sic., 2ª ediz., v. II, n. 749.
[176]Meli, Poesie: Sarudda, ditirambo.
[177]Vedi: Biglietto viceregio per cui a nome di S. M. si partecipava alla Rev. Madre Priora del ven. monastero di S. Caterina l'ordine dato ecc., Palermo, 7 luglio 1764.
[178]Meli, Poesie: Sarudda.
[179]Hager, Gemälde, p. 117.
[180]Mss. della Biblioteca Comunale di Palermo, segnati Qq 44, nn. 6, 7, 8; v. 136, n. 1, pp. 1, 58; v. 148, n. 4; v. 150, ecc.
[181]Meli, Poesie: La Monaca dispirata.
[182]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVIII, pp. 309-10. Versione italiana: Mille levrieri sopra una coniglia (coniglio femina), che s'era dedicata a Diana, correvano a parapiglia dietro ad essa, la quale però se ne stava ammacchiata (chiusa in monastero). Ma un cagnolino (oh gran maraviglia!), non ostante che tenesse la posta ad una lepre, lascia la lepre e con un salto prende la coniglia, e fa a tutti una canzonatura (lascia tutti con un palmo di naso).
[183]G. Alessi, Prontuario (cit. a p. 223 {p. [pg 211]_} del presente vol.) pag. 9.
[184]Scarpe grosse e senza tacchi, con bottoni e laccetti, senza fibbie all'orecchiolo, perchè (le fibbie) si considerano come (segno di) vanità (mondana).
[185]La distrae.
[186]Meli, Poesie, pp. 361-71. Si cfr. anche un frammento soppresso dalla censura del tempo alla canzonetta: Nun chiù a porta filici (p. 89), e testè esumato e pubblicato (p. 396).
[187]L. Sampolo, La Casa d'Istruzione e d'Emenda di Palermo, 2ª ediz., p. 21. Palermo, 1892.
[188]Villabianca, Diario ined., a. 1899, p. 32.
[189]Le spese che i monasteri facevano pei dolci, possono in parte vedersi dalla Relazione delli coacervi decennali delli zuccheri presi dalli monasterj di questa città dall'a. 1771 a tutto 1780, nell'Archivio Comunale di Palermo. Atti del Senato, p. 118. Nel Raziocinio (bilancio consuntivo) del triennio della Badessa del Salvatore S. M. Vittoria Arezzi, oltre 124 onze per «pietanzelle solite nell'anno», 267 per frutte, 200 per la «fiera alle religiose», sono 425 onze per «ricreazioni di zucchero ed altri dolci», non contandosene 171 di «spese di speciaria». Vedi Ms. Qq D 136, n. 12 della Biblioteca Comunale di Palermo.
[190]Della prima metà del sec. XIX abbiamo a stampa un Poemettu in lodi di li Vener. Monasterj di Palermo pri li durci squisiti chi travagghianu, cumpostu di un dilittanti di durci. In-8º, pp. 16.
[191]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXI, pp. 212-213, 218, 224, 231.
[192]D'Angelo, Giornale ined., p. 462.
[193]D'Angelo, Giornale ined., p. 467. — Atti del Senato, a. 1792-93, p. 11.
[194]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XIX. pp. 20 e 26-27.
[195]Provviste del Senato, a. 1787-88, p. 310.
[196]Vedi v. I, cap. IV, p. 89.
[197]Villabianca, Opuscoli. Ms Qq E 94, n. 3, p. 107 della Biblioteca Comunale di Palermo.
[198]Provviste del Senato, a. 1780-81, pp. 639 e 1004.
[199]D'Angelo, Giornale ined., pp. 16-20.
[200]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVI, p. 351.
[201]D'Angelo, Giornale ined., p. 473.
[202]Allegazioni nella sede vacante ecc., Vicario Mons. M. Schiavo. Ms Qq D 135. pp. 305 e 207 della Bibl. Com. di Palermo.
[203]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVII, p. 325.
[204]Santacolomba, L'Educazione, pp. 194 e 360.
[205]Villabianca, Diario ined., a. 1787, p. 239.
[206]Villabianca, Diario ined., 18 sett. 1786, p. 666; settembre 1793, pp. 56 e 242; 7 agosto 1799, p. 188.
[207]G. Lanza e Branciforti, Diario storico.
[208]Villabianca, Diario ined., 12 dic. 1799, pp. 667-670. Alessi, Prontuario di alcune noterelle, ammassate brevemente alla rinfusa, concernenti alcuni fatti ed occorsi nella nostra Capitale. Ms. Qq 15 7. p. 18. della Bibl. Com. di Palermo.
[209]Villabianca, Diario, in Bibl., a. 1781, v. XXVII, pp. 154-56.
[210]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVI, p. 97; Diario ined., 12 Giugno 1785, p. 183; a. 1795, p. 239.
[211]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVI, pp. 147 e 328-29.
[212]Alessi, Notizie della Sicilia, n. 74. Ms. Qq H 44 della Biblioteca Comunale di Palermo. — Pitrè, Spettacoli e Feste pop. sic., p. 198.
[213]Villabianca, Diario ined., 14 agosto 1797, p. 50; 28 agosto 1798, p. 413; 7 agosto 1799. p. 188; 23 ott. 1800, p. 389.
[214]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVIII, gennaio 1784, p. 190; v. XXVI, 14 aprile 1778, p. 174.
[215]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVI, p. 218; v. XXVII, p. 22; Diario ined., a. 1794, pp. 344-45.
[216]Cfr. v. I, cap. XIV, p. 267.
[217]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVI, p. 97; v. XXVII, p. 356; e nel vol. edito del 1779 (ms. Qq D 102) p. 86.
[218]G. Alessi, Prontuario di alcune noterelle ecc., p. 2. n. 14. Il Duca moriva molto più tardi, nel 1811, a 49 anni, di diabete, nella sua villa Sperlinga (attuale Ricovero Palagonia); la Duchessa nel 1816. Vedi L. M. Majorca Mortillaro, La Cappella Sperlinga, pp. 78 e segg. Palermo 1892.
[219]Parte di queste circostanze sono mss. in Villabianca, Diario ined., a. 1787, pp. 4, 136-37, e a. 1800, p. 443; parte le abbiamo raccolte dalla bocca del Senatore Duca Giulio Benzo della Verdura, che ci ha autorizzati a pubblicarle.
[220]Villabianca, Diario ined., agosto 1798, pp. 412-13.
[221]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVII, pp. 377-78; XXVIII, pp. 322-23, 181, 227 e segg., 208. — Alessi, Prontuario cit., p. 13.
[222]Leggere nella Biblioteca Commun. di Palermo il ms Qq F 67, n. 12; Consulta della Giunta dei Presidenti e Consultore ne' titoli dei Marchesi di Geraci (Pal., 30 Apr. 1700) e l'altro Qq F 82, n. 8, p. 168: Consulta su i titoli che godono i Marchesi di Geraci. Cfr. pure in quest'opera il v. I, cap. IV, p. 87.
[223]Villabianca, Diario ined., a. 1792, pp. 271-72. — D'Angelo, Giornale ined., pp. 23 e 33.
[224]Meli, Poesie, p. 391, n. XLIX.
[225]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XIX, p. 135.
[226]Diario ined., a. 1793, p. 22; Diario, in Bibl., v. XXI, p. 181.
[227]Provviste del Senato, a. 1793-94, p. 35.
[228]Villabianca, Diario ined., a. 1793, p. 23.
[229]Atti del Senato, a. 1800-1801, p. 158.
[230]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVI, pp. 370-71.
[231]Provviste del Senato, a. 1779-80, pp. 387 e 679; a. 1783-84, p. 451; a. 1784-85, p. 281.
[232]Provviste del Senato a. 1779-80, p. 643; a. 1781-82, pp. 63 e 918; a. 1783-84, p. 741.
[233]Provviste del Senato a. 1787-88, p. 411.
[234]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVI, p. 60.
[235]Torremuzza, Giornale Istorico ined., p. 217 retro. Villabianca, Diario ined., a. 1785, pp. 44-46 e 78.
[236]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XX, pp. 111-12.
[237]Torremuzza, Giorn. Ist. ined., p. 217 retro. — Villabianca, Diario ined., a. 1785, pp. 44-46 e 78.
[238]Atti del Senato a. 1798-99, p. 245. — Villabianca, Diario ined. a. 1798, pp. 541-45; a. 1799, pp. 466, 473, 493; a. 1790, pp. 327 e 470.
[239]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XIX, pp. 23-24.
[240]La misura partiva dalle mura della chiesa. Un passo costava di cinque piedi; un piede di quindici dita. Vedi Fr. Gastone, De spatio asyli ecclesiastici: Canonica Dissertatio in causa immunitatis edita, art. II. Panormi, ex Typographia A. Epiri. 1699.
[241]P. Gambacurta, De Immunitate Ecclesiarum in constitutionem Gregorii XIV, P.M., Libri octo. Lugduni, 1622. — M. Cutelli, De prisca et recenti Immunitate Ecclesiae et ecclesiasticorum libertate generales controversiae. Matriti, ex Typographia regia 1647.
[242]Discorso sopra l'Asilo ecclesiastico, p. I.ª, § XX, XXIII, in Firenze, MDCCLXV.
[243]Santacolomba, L'Educazione, pp. 361-62.
[244]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVIII, p. 266.
[245]Provviste del Senato, a. 1785-86, pp. 548 e 588.
[246]Vedi il cap. Teatro.
[247]Villabianca, Diario ined., a. 1794, p. 619; ed a. 1796, p. 379.
[248]Penes Acto del 1799, nello Archivio Comunale di Palermo.
[249]Villabianca, Diario ined., a. 1785, p. 70.
[250]Gastone, De spatio, art. II.
[251]Diario ined., a. 1785, p. 286.
[252]Istruzioni per l'Amministrazione della Giustizia nelle occorrenze delle cause e materie criminali, nn. XXXIV e XXXV. Vedi Pratica per la formazione dei processi criminali composta dal Dr. D. Zenobio Russo e Diana. Nuova edizione, pp. 294-96. In Palermo, Felicella.
[253]Istruzioni, n. XXII, p. 121.
[254]Pitrè, Giuochi fanciulleschi sic., nn. 144, 188, 192; e p. LXIII. Palermo, 1883.
[255]Un voyageur italien, Lettres sur la Sicile, pp. 5-6.
[256]Santacolomba, L'Educazione, p. 376. Vedi anche Bartels, Briefe, v. III, pp. 579-80.
[257]Meli, Riflessioni, p. 5.
[258]Hager, Gemälde, p. 121.
[259]Meli, Riflessioni, pp. 10-11.
[260]Ciraulu, cantambanco, cerretano.
[261]Bando del Vicerè d'Aquino, Principe di Caramanico, 20 giugno 1789.
[262]Bartels, Briefe, v. III, p. 582.
[263]Bando cit. del Vicerè Caramanico, 27 maggio 1793.
[264]Santacolomba, L'Educazione, p. 375.
[265]Avviso della R. Segreteria di Giustizia e di Alta Polizia in data del 21 Ottobre 1799.
[266]Pinnata, tettoia.
[267]Bando cit. del Vicerè Caramanico.
[268]Avviso cit. della R. Segreteria di Giustizia ed Alta polizia. Sull'argomento vedi pure il vol. I, cap. II di quest'opera, e Cutrera, Storia della prost. in Sicilia. Palermo, Sandron, 1903.
[269]D'Angelo, Giornale ined., pp. 45-46.
[270]Poesie: Ode a S. E. Signor D. Francisco d'Aquinu Principi di Caramanica e Vicerè di Sicilia.
[271]Villabianca, Diario ined., a. 1793, pp. 196-200. Di ciò vedi pure vol. I. cap. VII.
[272]«A dodici grani», ecc. cioè a cent. 25 di lira grammi 800 di pane; cosicchè una forma di guastidduni, del peso di chilogr. 1 e gr. 400, od anche di 1 e 600, veniva a costare cent. 42 di lira.
[273]Villabianca, Diario ined., a. 1793, pp. 70-71, 82-84.
[274]A. Candiloro, Historia medico-practica cephaludensis epidemicae constitutionis et morborum intercurrentium anni 1793, 94 et 95. ecc. Panormi, apud Solli, M.DCC.XCVII. pars IIª, paragrafo XXII.
[275]Teixejra, Origine, cap. XV, paragrafo 236, p. 263.
[276]L'Italia tradotta dal francese, p. 231, 1778.
[277]Galt, Voyages, p. 26.
[278]Meli, Riflessioni, pp. 9-10.
[279]Rezzonico, Viaggio, pp. 133 e 139.
[280]Galt, Voyages, p. 77.
[281]Vedi i nn. 29 e 30. Palermo, 17 e 24 febbraio.
[282]Hager, Gemälde, p. 223.
[283]Bartels, Briefe, v. III, p. 586.
[284]Proverbi siciliani, v. II, cap. XLV.
[285]Vedi vol. I, cap. II, pp. 22-23.
[286]De Saint-Non, Voyage. IVme vol., Ire partie, p. 156.
[287]L'abuso, mal tollerato sempre, fu per ordine sovrano tolto il 16 maggio 1799.
[288]De Saint-Non, op. e loc. cit.
[289]Bartels, Briefe, v. III, p. 160.
[290]Gemälde, p. 229.
[291]A. Guarnieri, Alcune notizie sovra la gestione d'una casa baronale ecc., verso la fine del sec. XVIII. in Arch. stor. sic., c. XVII, pp. 121 e 143. Pal. 1892.
[292]Pillole coperte di patina di vergogna.
[293]Meli, Poesie, p. 102.
[294]Scorrendo da alcuni anni gli archivi del «Nobile e Salutifero Collegio degli Aromatari» di Palermo, troviamo larghe prove di queste affermazioni dolorose. Nel solo a. 1785, per violazione di diritti, il Collegio, a ragion di liti, e per sole mance pagava di continuo i servi dei causidici Orlando, Ferraloro, Denti, Ardizzone e lo staffiere di Nicolò Schiavo, e i creati del Pretore, del Vicerè, del Presidente Leone, del Presidente Paternò, del Presidente Airoldi, e i seggettieri del Protomedico e perfino quelli del Procuratore del Collegio.
[295]Meli, Riflessioni, pp. 6, 13, 15.
[296]Ma l'apone ronza e lo manda giù (il miele raccolto dall'ape). Meli, Poesie: Don Chisciotti, c. VI, ott. 34.
[297]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XX, p. 18.
[298]Capitoli delle costituzioni del pio Monte delle vedove dei Ministri, Avvocati, Procuratori causidici e di tutti quei che vivono nel Foro. Approvato (sic) da S. M. con R. Dispaccio de' 17 Maggio 1777. In Palermo, MDCCLXXVIII.
[299]Villabianca, Diario ined., a. 1789, p. 631.
[300]A. Guarnieri, loc. cit., pp. 122-23.
[301]Vedi Archivio del Nob. e Salutifero Collegio degli Aromatari in Palermo, a. 1785 e segg.
[302]Autobiography of Miss Cornelia Knight, Lady companion to the M.e Princess Charlotte of Wales ecc., second edition, v. I, p. 132. London, 1861. (Dobbiamo questa indicazione alla cultissima signora Contessa Jeanne Saint-Amour di Chanaz).
[303]Com'essi fossero stati puniti ed in persona di chi e con quale affluenza racconta il Villabianca nel suo Diario, in Bibl., v. XXI, pp. 72-76. Nel v. XX, p. 255, è la notizia della pila ricordata in questa nostra pagina.
[304]Pitrè, Modi proverbiali e motti storici di Palermo, n. 17. Palermo, 1902.
[305]Lo stesso, Il Vespro siciliano, p. 85. Palermo, 1882.
[306]Villabianca, Diario ined., a. 1787, p 142.
[307]Un Vincenzo Pisanti nell'agosto del 1797 pregava il Pretore che volesse liberarlo dal carcere, dove l'aria era puzzolente e fetida. Penes Acta: Memoriali del 1797 nello Archivio Comunale di Palermo.
[308]Il Meli, Riflessioni cit., p. 6, nel 1800 compiangeva: «Quanti miserabili marciscono nelle carceri per non venire abilitati dall'inesorabile creditore ad una razionale dilazione del loro debito? O pure per essersi il loro processo, per la frequente trascuraggine di chi doveva conservarlo, o per la calca degli affari, scordato o smarrito? O per esser poveri e non aver perciò i mezzi da scuotere l'indolente pigrizia de' giudici e de' fiscali»? Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVI, p. 69, ricordando il taglione dato ad un giovane uxoricida di origine civile, dice che il Barone Andrea Inguaggiato gli dovette fare di suo il vestito, perchè «nella Vicaria era egli quasi ignudo».
[309]Atti del Senato a. 1788-89, p. 63.
[310]Ne aveva 4 grani il giorno. Il Re accrebbe di altre 240 onze all'anno l'assegno, e le quattro furon portate a sei grana (cent. 13).
[311]Leggesi nel Giornale di Sicilia del 19 agosto 1794 (n. 3): 13 ag. 1794. «Il Principe della Trabia Cap. Giustiziere si condusse in gran pompa coll'intera sua corte alle pubbliche carceri, ove, com'è il costume, fece la visita per liberare alcuni di quei delinquenti in occasione della festa dell'Assunzione di M. V. Furono 26 quei che goderono di tal grazia, perlochè erogò egli la somma di onze 23 oltre di aver regalato gli Uffiziali di essa Corte.»
[312]Triste documento il proverbio: Fa limosina la Vicaria: jetta..., con quel che segue. Di data anteriore, ma pur comunissima nel sec. XVIII, era la canzone: Amici, amici, quadari quadari Purtatemi un quadaru di liscia...

Amici, amici, quadari quadari

Purtatemi un quadaru di liscia...

[313]Villabianca, Opuscoli palermitani, Ms. Qq H 94, n. 2, p. 85, della Bibl. Comun. di Palermo.
[314]La Vicaria mancava di spedale, e gli ammalati da curarsi venivano portati all'Ospedale grande in sedia volante e fiancheggiati da birri. Nello scorcio del secolo ad essa venne unita una infermeria. Fino al 1790 era medico maggiore della Vicaria, D. Giuseppe Catanese; dal 1791 in poi, per certo tempo, il celebre D. Francesco Berna.
[315]Istruzioni, n. XXXVI.
[316]Pratica per la formazione dei processi criminali composta dal Dr. D. Zenobio Russo e Diana. Nuova Edizione ecc. coll'aggiunta delle Istruzioni criminali ordinate dalla M. S. in relazione del signor D. Giuseppe Guggino ecc. In Palermo, Felicella.
[317]Ciò significa che il reo dovea trascinare due catene pel peso complessivo di chilogr. 19 e gr. 200.
[318]Istruzione, nn. XXVI, XIII, XII.
[319]Villabianca, Diario ined., 22 febbr. 1798, p. 92; 14 giugno 1790, p. 467; 11 maggio 1797, pp. 151-52.
[320]Questa divisa fu ordinata dal Presidente Airoldi, nel 1773, per distinguere il carnefice da qualunque altra persona di giustizia.
[321]Opera pietosa nella sua ferocia era quella del boia maggiore, che dopo aver passato il laccio al collo del reo, si precipitava istantaneamente sopra costui, per abbreviarne gli spasimi ed affrettarne la morte. Di che pare si compiacesse il Villabianca, il quale sapeva che in Inghilterra i giustiziandi appena afforcati, si abbandonavano penduli nello spazio a strangolarsi da loro. Diario inedito, a. 1793, 12 ott., p. 251.
[322]Villabianca, Diario ined., 24 sett. 1794, p. 613.
[323]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XX, p. 167; v. XXI, pp. 114, 140, 214.
[324]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVIII, pp. 300-301; Diario ined., a. 1798, p. 537.
[325]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVIII, pp. 59-61. Questi trattati furono: De judiciis causarum feudalium (Panormi, 1596), e De Concessione feudi (1578). La medesima sorte aveano incontrato nel 1766 le Aureae Decisiones R. Curiae Regni Siciliae di Fr. Milanese da Catania (Venetiis, 1595).
[326]Diario ined., 5 nov. 1791, pp. 184-85.
[327]D'Angelo, Giornale ined., pp. 197-98.
[328]Giornale ined., p. 456. Questo P. Arceri passò in proverbio, come può vedersi nei nostri Modi, n. 63.
[329]Storia del Reame di Napoli, l. IX, cap. 13. — F. G. La Mantia, Sui libri legali bruciati in Palermo, in Archivio storico siciliano, N. S., a. XII, pp. 458-464. Pal. 1888.
[330]Torremuzza, Giornale Istorico, 13 genn. 1781, p. 200.
[331]Il cav. Eduardo Rivarola di Roccella, Archivario della Nob. Compagnia dei Bianchi, promette una pubblicazione in proposito.
[332]Vedi vol. I, cap. II: Su e giù per Palermo, p. 18.
[333]Brydone, op. cit., lett. XXI.
[334]Diario ined., a. 1788, e disegno dell'una e dell'altra a p. 496. Il medesimo Villabianca, Palermo d'oggigiorno, v. II, p. 226, aggiunge: Questa forca (lo Sperone) «nel 1788 fu in questo luogo spiantata per non più recare in appresso il disgusto di vederli appesi a quei ferri, fatti in pezzi, i cadaveri di quei feroci montanari ch'erano stati giustiziati come assassini di strada.
[335]Villabianca, Diario ined., 27 sett. 1798, pp. 493-95.
[336]Nel marzo del 1778 eran trasportate nella chiesetta della Madonna del Fiume, ossia delle Grazie, o del Ponte, le teste dei decapitati del serbatoio della piramide nel Piano di S. Erasmo. Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVI, p. 285.
[337]Vedi v. I, p. 20.
[338]La condanna e la esecuzione di questo paggio, Em. Caniggia (ottobre 1789), fu un colpo fatale pel Vicerè Principe di Caramanico, che l'avrebbe voluto assolto dai giudici e, condannato, proposto per la grazia dai Bianchi. In suffragio del giustiziato fece egli celebrare funerali more nobilium e 200 messe (11 ott.). Indignato della condotta dei Bianchi, abolì la secolare loro prerogativa; che però in forma di proposta fu mantenuta ed accettata dal Governo fino al 1819.
[339]Lanza e Branciforti, Diario, a. 1797.
[340]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVI, p. 71.
[341]D'Angelo, Giornale ined., pp. 792-793.
[342]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XIX, pp. 155-56, 216. Vedi pure v. XX, p. 142; v. XXI, p. 185; v. XXVI, pp. 71, 15-16; v. XXVII, pp. 356-57.
[343]Italianische (sic) Reise. Stuttgart u. Tübingen, 1816, weiter Theil, 1817.
[344]Il primo, posseduto dal Cav. Carlo Crispo-Moncada; il secondo, custodito dal Cav. Rivarola nell'Archivio dei Bianchi, entrambi messi dagli egregi amici a nostra disposizione.
[345]Vedi Villabianca, Diario ined., 15 giugno 1793, p. 189; 4 giugno e 6 dicembre 1796, pp. 461 e 659; 14 dic. 1797, pp. 142-43; 8 luglio e 2 dic. 1799, pp. 294 e 582. — D'Angelo, Giornale ined., 2 dic. 1799, p. 733.
[346]Versione letterale: (A) chi dice male del carcere — io darei coltellate sul viso; — chi dice che il carcere gastiga, — povero a lui, come s'inganna! — Il carcere è viottolo che vi avvia — e che vi conduce alle strade ed alle purteddi (luoghi nei quali i ladri attendono i passeggieri).
[347]Diario ined., a. 1792, p. 420.
[348]Sopra I Giornali e la Pubblicità in Palermo nella seconda metà del sec. XVIII fu da noi inserito uno studio nell'Archivio storico siciliano, a. XXVII, pp. 300-319.
[349]Gazzetta poi significava anche notizia, talvolta strepitosa o strana. Il Meli nel Viaggiu in Sicilia di un antiquariu parla di gazzette che venivano da Fuligno e da Firenze. La Gazzetta fulignate era settimanale a fogli da 4 pp. a due colonne, della dimensione un terzo più grande del nostri giornali d'allora, e con la testata, p. e., così: Num 38 Fuligno, 18 settembre 1767. (In Fuligno: Per Feliciano, e Filippo Campitelli, Stamp. Vesc.).
[350]Una notizia preziosa pei poveri malati di Lotto: Questo giuoco, la cui officina era ed è sempre detta Impresa, chiamavasi prima di Napoli, poi di Palermo. D'Angelo, Giorn. ined., p. 257, scriveva: «26 gennaio 1799 nella Loggia della R. Accademia dei pubblici studi si fece la prima estrazione del Lotto con gran concorso di popolo, dei ministri a ciò destinati. Numeri sortiti: 35, 2, 34, 48, 71.» Cfr. Alessi, Prontuario ms., n. 90, p. 17.
[351]Goethe, Italienische Reise, lett. dei 13 e 14 apr. 1787.
[352]Frantz Funck-Brentano, L'affaire du collier d'après de nouveaux documents recueillis en partie par A. Régis. Cinquième édition. Paris, Hachette, 1903.
[353]Ci richiamiamo alla pag. 45 del vol. I, per togliere con questa l'equivoco nel quale eravamo caduti a proposito della visita di Goethe.
[354]Goethe, Italienische Reise, lett. 13-14 aprile citata. È strano che J. R. Haarhaus, Auf Goethes Spuren in Italien, III Theil: Unter-Italien, proponendosi di seguire il sommo scrittore nelle sue peregrinazioni anche in Sicilia, non abbia avuto una parola nuova, neanche per far conoscere la casa nella quale stavano i Balsamo (cfr. p. 117).
[355]Questa circostanza nuova, non è guari acquisita dalla storia del Balsamo, risulta dal Codice Vaticano, n. 10192: Avvenimenti sotto il pontificato di Pio VI dall'a. 1775 al 1800 raccolti da Fr. Fortunati, carta 107. Cfr. Archivio stor. sic. N. S., a. XV, p. 154. Palermo, 1900.
[356]Compendio della vita, e delle gesta di G. Balsamo denominato il Conte Cagliostro, che si è estratto dal Processo contro di lui formato in Roma l'anno 1790, ecc. In Roma MDCCXCI ed in Palermo, MDCCXCI. Nella stamperia di D. Rosario Abbate.
[357]Testamento di Cagliostro, morto ultimamente di apoplessia nella fortezza di S. Leo; 4 sett. 1795.
[358]Notizie più o meno conosciute del Cagliostro han fornite: Cantù, Italiani Illustri, v. II, pp. 1-29, che pure cita (p. 29) alcune pubblicazioni in proposito; Henri d'Almeras, Cagliostro (Paris, Société d'Imprimerie 1903); L. Tommasi, Il Conte Cagliostro a Trento, in Tridentium, IV, 8; F. Pasini, Ancora del Cagliostro nel Trentino, 1788-89, in Tridentum, V, 1, 1902. — A. Dumas e Franco Mistrali ne fecero argomento dei loro romanzi: l'uno, Giuseppe Balsamo; l'altro Frammassoni e Gesuiti, ovvero il Conte Cagliostro e Fra Lorenzo Ganganelli (Milano, Terzaghi, 1862): una delle più solenni sconciature.
[359]Codice diplomatico di Sicilia sotto il governo degli Arabi pubblicato per opera e studio di Alfonso Airoldi Arcivescovo di Eraclea, Giudice dell'Apostolica Legazia e della R. Monarchia del Regno di Sicilia. Palermo, nella R. Stamperia 1789-92. In 4., voll. III in parti 6.
[360]Ben diversamente racconta questo e l'altro aneddoto di Cefalù, Hager, Nachrichten, pp. 30-31.
[361]Libro del Consiglio di Egitto tradotto da Giuseppe Vella. Cappellano del Sacro Ordine gerosolimitano, Abate di S. Pancrazio. Palermo, dalla R. Stamperia, 1793, T. I. in folio.
[362]Reise cit., III, pp. 322-23.
[363]Hager, Nachrichten, più oltre citati. — Scinà, Prospetto della Storia Letteraria di Sicilia nel secolo XVIII, t. III, cap. IV. Palermo, Dato, 1827.
[364]Geschichte der Araber in Sicilien ecc. Aus dem Italienischen. Von Ph. W. Hausleutner. Königsberg, 1791-92. Voll. 4 in 8º.
[365]Hager, Gemälde, p. 198.
[366]Meli, Poesie, p. 97.
[367]Diario ined., a. 1795, pp. 164-90. Vedi pure un volume miscellaneo di mss. e stampe pro e contro Vella, XLVI, F 53 e XLVI, G 87 della Biblioteca Comunale di Palermo.
[368]Hager, Nachrichten von einer merkwürdigen literarischen Betrügerei auf einer Reise nach Sicilien im Jahre 1794. Erlangen, Palm. 1799. — Relation d'une insigne Imposture Littéraire découverte dans un Voyage fait en Sicile en 1794. Traduit de l'Allemand, à Erlang. Palm. 1799.
[369]B. Lagumina, Il falso Codice arabo-siculo, in Archivio stor. sic., N. S., a. V, fasc. III-IV, pp. 233-314. Pal. 1881.
[370]Sull'argomento vedi pure V. Di Giovanni, Filologia e Letteratura sic., p. I, pp. 354-57. Pal. 1871. — G. Di Giovanni, La vita e le opere di G. A. De Cosmi, pp. 195-97. Pal. 1888. Il Codice arabo di S. Martino è esposto in una delle vetrine del R. Archivio di Stato; il ms. originale del così detto Consiglio di Egitto, presso l'avv. Pietro Varvaro. Il grande romanzo edito come versione del Codice diplomatico arabo dal buon Airoldi, consta di quasi 4000 pagine e se ne ha un esemplare nella Biblioteca Comunale.
[371]D. Ignazio Salemi, Educazione medica, t. I. Palermo, 1812.
[372]Provviste del Senato, a. 1790-91, p. 373; a. 1787, p. 178.
[373]Lettere inedite, nn. XXVIII e VI, in Nuove Effemeridi siciliane, serie III, v. XI. Pal. 1881.
[374]Filangeri, La Scienza della Legislazione, l. IV, c. XXX, Nota.
[375]Cfr. Scimonelli, Poesie: L'aromatario degli andati tempi. — Pitrè, Medicina pop. sic., pp. 23-25.
[376]Conversazione Istruttiva cit., n. 1, p. 3.
[377]Rimandiamo, per le citazioni in proposito, ai nostri Usi e Costumi, v. II; Il Viatico. Pal. 1889.
[378]Salemi, op. cit., t. I, art. XVI.
[379]F. E. Cangiamila, Medicina sacra, v. II, p. 43 e seg. In Palermo, Solli, 1802.
[380]Vedi un opuscolo che comincia: Beatus vir ecc. In Palermo, MDCCLVIII. Nella stamp. della Divina Provvidenza presso l'Erede d'Accardi. In fol., pp. 6.
[381]Reali Dispacci, n. 1506, fogli 31-82, nell'Archivio di Stato.
[382]In Palermo, Felicella MDCCLXII.
[383]Breve Ragguaglio, pp. VII, XL, nn. 5 e 13.
[384]Breve Ragguaglio, pp. 19-20.
[385]Pitrè, Medicina pop. sic., pp. 238-41 e 250.
[386]Stampa annessa al Diario inedito del Villabianca, an. 1787, p. 371.
[387]Villabianca, Diario ined., a. 1788-89 agosto, p. 437.
[388]Villabianca, Diario, a. 1771. Ms Qq D 97, p. 423 della Biblioteca Comunale di Palermo.
[389]Fundatio publici Coemeterii, p. 83. Anno 1783.
[390]Delle febbri che travagliaron la città di Palermo nel 1793. Pal. 1793.
[391]G. Logoteta, Dissertazione fisico-medico-politica sulle febbri putride presenti. Siracusa 1793. — S. Fallica, Descrizione delle febbri epidemiche accadute in questa città di Catania l'a. 1792 e 1793. In Catania, MDCCXCIV.
[392]Vedi Candiloro, p. 272 del presente volume.
[393]Opuscoli di autori siciliani, t. XII. Palermo, 1771.
[394]Speciosa la forma grammaticale: con il di lei feto!
[395]Sull'argomento, che lasciamo intatto, dell'Accademia del Buon Gusto potranno leggersi, oltre quello che ne scrisse Scinà nel suo Prospetto, le memorie di V. Di Giovanni e di Luigi Sampolo negli Atti della R. Accademia di Scienze, Lettere e Belle Arti di Palermo, serie III, a. 1891, v. I (Palermo 1891), a proposito del centenario di essa Accademia del Buon Gusto. Il Sampolo tornò sull'argomento nel Bullettino della medesima Accademia, a. 1894-99, pp. 6-9.
[396]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVII, p. 317.
[397]Meli, Poesie, p. 127: In lodi di lu purci; p. 129: In lodi di la musca; p. 143: Contra li cirimonii e lu Galateu.
[398]D'Angelo, Giornale ined., 22 nov. 1791, p. 1.
[399]D'Angelo, Giornale ined., pp. 116-17, 126-27.
[400]D'Angelo, Giornale ined., pp. 136-38.
[401]D'Angelo, Giornale ined., pp. 172-74, 179.
[402]Un R. Dispaccio del 22 febbraio 1796 lo chiamava a leggere nella R. Accademia «il sistema di Sfigmica da lui formato», e gli assegnava onze tre il mese di stipendio. Commissione Suprema della Istruzione ed Educazione in Sicilia, Repertorio amministrativo, vol. n. 4, a. 1795-96, foglio 8, dell'Archivio di Stato.
[403]Si era costituita nel luglio del 1777 col titolo: Nuova Società di Letterati per la Storia del Regno di Sicilia.
[404]V. Di Giovanni, La prima Società di Storia patria in Palermo, nell'Archivio storico sic., N. S. a. VIII, pp. 491-510. Palermo, 1884.
[405]Meli, Poesie, p. 106.
[406]Pitrè, Fiabe, Novelle e Racc. pop. sic., v. I, pp. 186-87.
[407]Giornale di Sicilia, n. 23, Pal., 6 genn. 1795.
[408]Meli, Poesie, p. 107. — D'Angelo, Giornale ined., p. 93.
[409]Meli, Poesie, p. 112. — Sull'argomento, vedi L'Accademia sic. di Pal. In Pal. MDCCCXCIV; e Sampolo, L'Accademia sic. Nuove ricerche. Pal. 1896.
[410]Cfr. v. I, pp. 227-28.
[411]Leo, Storia d'Italia nel medio evo, lib. X. c. L, IV.
[412]Lettre de M. l'Abbé Cannella à M. le Baron N. N. sur la Littérature de Palerme, c'est à dire des Portraits des Savans Palermitains de nos Jours. A Naples, Russo, 1794.
[413]Scinà, Prospetto, t. III, c. II.
[414]Cannella, Lettre, pp. 43-44.
[415]Bartels, Briefe, v. III, pp. 706-707.
[416]La Filosofia Leibniziana esposta in versi toscani, t. I, l. I. In Firenze (Palermo) 1758.
[417]Meli, Poesie, p. 102.
[418]Scinà, Prospetto, t. II, cap. II.
[419]Bartels, Briefe, v. III. p. 703. — Cannella, Lettre, pp. 36-37.
[420]Bartels, Briefe, v. III, p. 699. — Meli, Poesie, p. 50. — Cannella, Lettre, pp. 35-36. — Scinà, Prospetto, t. III, c. III.
[421]Vedi v. I, cap. XVIII.
[422]Meli, Poesie, p. 148.
[423]La Lumia, Giuseppe d'Alesi e la Rivoluzione di Palermo del 1647, Documenti, n. 3. — I. Carini, L'Università di Palermo nell'a. primo del corrente secolo, in Arch. stor. sicil., a. II, p 235. Pal. 1874.
[424]G. Di Giovanni, La vita e le opere di G. A. De Cosmi, pp. 152-53.
[425]Carini, op. e loc. cit., pp. 236-38.
[426]L. Sampolo, La R. Accademia degli Studi di Palermo, cap. VI e segg. Palermo, 1888. — Scinà, Prospetto, t. III.
[427]D'Angelo, Giornale ined. pp. 170-79.
[428]A. Gallo, in Poesie scelte di M. Monti, p. X, Palermo, 1839.
[429]Istruzioni preliminari emanate da Mons. Airoldi, il 17 gennaio 1779. Pal. 1779.
[430]La Favilla, appendice al n. 21. Palermo, giugno 1858.
[431]Diario ined., a. 1799, pp. 64-65; a. 1800, p. 528.
[432]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXI, p. 324.
[433]In Palermo MDCCXCVI. Per le stampe del Gagliani. In fol., pp. IV.
[434]Miscellanee diverse di Sicilia presso il Principe di Trabia, vv. 9 e 10.
[435]Commissione Suprema della Pubblica Istruzione ed Educazione in Sicilia. Ripartimento amministrativo, a. 1799, vol. 4. Nel R. Archivio di Stato di Palermo.
[436]Saggio poetico del sig. ab. D. Ant. Galfo. T. I. p. 184. Roma, MDCCLXXXIX.
[437]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XIX, pp. 331-34; v. XXI, p. 139; v. XXVI, pp. 232, 278-79.
[438]Stato della Deputazione de' Regj Studj del Regno di Sicilia, e del Convitto Real Ferdinando ecc. per l'a. MDCCLX-XXI. Palermo, R. Stamperia. Questo Stato si pubblicava ogni anno, ed era quindi un Annuario della Pubblica Istruzione di Sicilia.
[439]V. E. Sergio, Memoria per servire ad un piano di una nuova casa di educazione per la gente bassa. Palermo, Bentivenga, 1779.
[440]Avviso ai signori nobili che vorranno collocare le loro figliuole nel R. Educandario Carolino. In Pal., MDCCLXXXIII. — Stato della Deputazione de' Regj Studj ecc. (anno 1785). — Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVI, p. 261.
[441]Houel, Voyage, t. IV, p. 54.
[442]Natale, Riflessioni politiche. Palermo, 1772.
[443]Pitrè, Proverbi siciliani, v. I, cap. XXII.
[444]Costituzioni del Conservatorio del Buon Pastore dei Figliuoli dispersi di questa Capitale, cap. XXII, pp. 44-45. In Palermo, MDCCXLVIII.
[445]Santacolomba, L'Educazione, p. 482.
[446]Commissione Suprema della Pubblica Istruzione ed Educazione in Sicilia, anno 1782-1788, v. II, p. 31 retro. Nel R. Archivio di Stato di Palermo.
[447]Una, la più comune, diceva: Se questo libro si perdesse E qualcuno lo trovasse, A mani di (il nome del possessore) lo portasse; E se non lo porterà, All'inferno se ne andrà. G. Pitrè, Una formola scolaresca, nell'Archivio delle tradiz. pop., v. VIII, pp. 377 e segg. Palermo, 1889.

Se questo libro si perdesse

E qualcuno lo trovasse,

A mani di (il nome del possessore) lo portasse;

E se non lo porterà,

All'inferno se ne andrà.

[448]Vedi sonetto siciliano inedito nel ms. segnato 2 Qq D 30 della Biblioteca Comunale di Palermo, e Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVII, p. 4, e v. XXVI, pp. 198-200.
[449]Hager, Gemälde, p. 192.
[450]Avviso a stampa in data del 18 marzo 1796, a firma del Vicario generale della Diocesi di Palermo.

FINE DEL VOLUME SECONDO

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Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (Arcieri/Arceri, sotto-regole/sottoregole, avversari/avversarî, mormorio/mormorìo e simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Per comodità di lettura sono stati inseriti nelle note, dove non presenti o errati, i numeri di pagina relativi al testo richiamato nelle note stesse, nella forma {p. nn}. Sono stati corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):

47 — Il [giuoco] [guoco], non v'inganno, a me

67 — [Che] [Cre] dalla ruota e dal martel cadente

205 — e di [egregio] [egrerio] casato

218 — non il [mellifluo] [mellifuo] Caramanico

271 — Per [convincersi] [convircersi] di questa verità

279 — Principessa Carlotta di [Wales] [Walls]

347 — la [opinione] [opione] del Tychsen

358 — non [sacerdote] [sacedote], ma semplice chierico

361 — e qualche operazione [chirurgica] [chirurigica]

447 — si ebbero fino a [nove] [nuove] istituzioni

*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA VITA IN PALERMO, VOLUME 2 ***