NOTE:

[1.] Porredda, femminile e diminutivo di Porru.

[2.] Pascoli chiusi, ma vastissimi.

[3.] Spauracchio estivo che i sardi minacciano ai bambini perchè non vadano al sole.

[4.] Modo di giurare.

[5.] Cervouomo.

[6.]

Piove, piove,

l'uva matura

e il fico...

[7.] Molti servi, in Sardegna, possiedono bestiame per conto loro; e lo mescolano a quello del padrone, — col quale in tal modo diventano soci, — o lo affidano ad altro pastore, col quale dividono la rendita.

[8.] Scemi.

[9.]

San Pietro al mare andò,

Le chiavi dentro gli caddero;

E gli risponde Dio:

— Che hai, Pietro mio?

— Al piè mi ha morsicato,

Al cuore, al dorso.

— Prendi la spina triste

(ispina trista o santa, della quale si fece la corona di N. Signore: le foglie di questa pianta in Sardegna sono dal popolo usate per medicamenti)

E mettitela pesta,

E mettitela tre giorni,

Talchè, Pietro, sii sano. —

Tarantola del ventre dipinto,

Che fece figlia stretta,

Figlia stretta fece,

Una per monte ne lasciò,

Una per monte, una per valle,

Ucciso m'hai e t'ho ucciso.

[10.] C'è un principio scientifico in questa strana usanza di sotterrare in un concio o di introdurre in un forno tiepido i morsicati dalla tarantola, il cui veleno produce una specie di intossicamento che si può scacciare facendo sudare abbondantemente il malato. Il sotterramento, i cattivi odori provocanti la nausea, il caldo del forno, fanno senza dubbio sudare il malato, ma il popolino, dimenticato il principio scientifico per la superstizione, converge in male ciò che forse un tempo riusciva in bene. Il caso qui riprodotto mi fu narrato come realmente avvenuto e pur troppo non unico.

G. D.

[11.]

M'è calato un fulmine,

O madre del ragno.

Vedasi il fascicolo III, anno I, della Rivista delle tradizioni popolari italiane. Roma, Forzani e C., 1894.

[12.] Capo di bestiame.

[13.] Il diavolo.

[14.]

«Cuoricino, cuore amato,

Che ti aspetto ogni giorno...

— Quando mi vedrai

Il nibbio tesserà...»

[15.]

«Quando vedrai la vite

Fiorita in gennajo,

Quando vedrai porcaro

Facendo cacio porcino...»

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (natia/natìa e simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.