SCENA XI. Detti meno Solness.

Sig. Solness. (dal parapetto lo chiama) Ti prego, raccomanda a quell’uomo di essere molto cauto nel salire lassù. Promettimelo, Halvard!

Dott. Herdal. (alla Sig. Solness) Vede ch’io avevo ragione? Egli non pensa neppure a quelle pazzie!

Sig. Solness. Ah! come mi si è alleggerito il cuore! Due volte sono cadute delle persone, rimanendo sempre morte sul colpo. (si volge a Hilda) Grazie di cuore, signorina Wangel, che l’ha trattenuto. Io non sarei mai riuscita a persuaderlo.

Dottor Herdal. (allegro) Ma sa signorina che lei sa ben trattenere le persone, quando lo vuole davvero! (Sig. Solness, Dott. Herdal vanno dalle signore vicino alla scala, guardando fuori. Hilda resta al parapetto nel fondo, in preda ad agitazione; Ragnar va da lei)

Ragnar. (con interrotte risa a mezza voce) Signorina, vede tutti quei giovani che sono in istrada?

Hilda. Sì.

Ragnar. Sono compagni, venuti a vedere il maestro!

Hilda. Perchè vogliono vederlo?

Ragnar. Vogliono vedere se davvero oserà salire sulla sua casa. Non ci credono.

Hilda. Davvero? Oh! gli imbecilli!

Ragnar. (ironico) Egli ci ha sempre mantenuti in uno stato d’inferiorità; vogliamo vedere, oggi, se sarà capace di salire fino in cima!

Hilda. Ebbene lo vedranno davvero!

Ragnar. (ride) Oh!... dove mai?

Hilda. In alto, dove c’è piantata la bandiera.

Ragnar. (ride) Lui? ah!... che!

Hilda. Egli lo vuole e lo vedranno.

Ragnar. Egli lo vuole, lo credo bene. Ma non lo può. Gli verrà il capogiro, prima di arrivare a mezza strada.

Dottor Herdal. (indicando) Guardino, ecco il capo operaio che comincia a salire.

Sig. Solness. E con quella pesante corona. Ah! Guai a lui se non va cauto.

Ragnar. (guarda incredulo, grida) Ma quello... è...

Hilda. (con scoppio di giubilo) È il costruttore!.... Egli stesso!...

Sig. Solness. (grida spaventata) Ah! Gran Dio! È proprio lui! Halvard! Halvard!

Dott. Herdal. Silenzio, silenzio tutti!

Sig. Solness. (fuor di se stessa) Voglio andar da lui, voglio che retroceda.

Dott. Herdal. (la trattiene) Nessuno si muova, nessun grido!

Hilda. (immobile segue Solness cogli occhi) Sale, sale sempre più in alto... sempre più in alto, guardi, guardi!

Ragnar. (potendo appena respirare) È necessario che egli riscenda, non può più continuare..

Hilda. Egli sale, sale, sale. È quasi alla cima.

Sig. Solness. Oh! io muoio di angoscia. Non posso guardarlo, non resisto!

Dott. Herdal. Non guardi!

Hilda. Eccolo sull’ultima piattaforma! Oh! com’è in alto!

Dott. Herdal. Che nessuno fiati!

Hilda. (con immensa gioia) Finalmente finalmente! Ora lo vedo grande e libero!

Ragnar. (senza poter parlare) Oh ma, c’è...

Hilda. Io l’ho sempre visto così, per dieci anni. Com’è sicuro e potente lassù! Meravigliosamente attraente! Ecco che sospende la corona sulla cima della torre!

Ragnar. Mi sembra impossibile quel che vedo.

Hilda. Sì, è ben l’impossibile quello che ha fatto ora. (con un inesprimibile espressione negli occhi) Non vede nessuno vicino a lui?

Ragnar. No! Non vedo nessuno.

Hilda. Ma sì, egli parla con un altro!

Ragnar. Si sbaglia!

Hilda. E non sente un canto?

Ragnar. È il vento che stormisce fra gli alberi.

Hilda. Io sento un canto... un canto potente. (grida con gioia selvaggia) Vede, vede! Sventola il cappello, saluta di lassù! oh! saluta ancora! Tutto è compiuto. (prende al dottore lo scialle bianco e lo sventola con forza) Viva il costruttore Solness!

Dott. Herdal. Silenzio, silenzio in nome di Dio.... (le signore della veranda sventolano i fazzoletti, dalla strada si sentono evviva. Tutto ad un tratto si sente dalle moltitudini un grido di spavento; fra gli alberi si vede indistintamente un corpo umano cadere dall’alto)

Sig. Solness. (e le signore contemporaneamente) Cade! cade!... (vacilla, cade svenuta all’indietro, è presa dalle signore e tutti gridano e chiamano. La folla rompe lo steccato e entra nel giardino. Breve pausa)

Hilda. (fissando sempre gli occhi in alto, dice come pietrificata) Il mio costruttore!

Ragnar. (tremando si tiene al parapetto) Deve essersi sfracellato... Morto sul colpo!...

Una Signora. (Mentre la Sig. Solness è portata in casa) Corra pel medico...

Ragnar. Non mi posso muovere, non posso...

Una Signora. Chiami almeno qualcuno..

Ragnar. (prova a chiamare) Che si è fatto...? Vive?

Una voce. (dal giardino) Il costruttore è morto.

Un’altra voce. (più vicina) La testa s’è fracellata. È caduto su d’un mucchio di pietre.

Hilda. (si volge a Ragnar e dice sottovoce) Non lo scorgo più lassù!...

Ragnar. Quale spavento, dunque gli è mancata la forza.

Hilda. Ma è arrivato fino in cima e ho sentito i canti di lassù, e suoni d’arpa. (sventola lo scialle in alto e grida con selvaggia tenerezza) Oh! il mio costruttore, il mio costruttore!

FINE.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.