MVII
| Anno di | Cristo MVII. Indizione V. |
| Giovanni XVIII papa 5. | |
| Ardoino re d'Italia 6. | |
| Arrigo II re di Germania 6, d'Italia 4. |
Esige ben la storia d'Italia che a quest'anno si faccia menzione di Fulberto creato circa questi tempi, come comunemente vien creduto, vescovo di Sciartres (Carnutum) in Francia. Siccome osservò il padre Mabillone [Mabill., Annal. Benedict., ad ann. 992.], fondamento c'è di tenerlo per nato in Italia. Bassi ben furono i natali suoi, ma passato in Francia, per l'elevatezza dell'ingegno e saper suo, meritò d'essere innalzato a quella cattedra. Aveva avuto in Rems per maestro Gerberto, che fu poi papa Silvestro II. Aprì anch'egli scuola, e la continuò anche dopo essere salito al vescovato; e dalla medesima uscirono poi eccellenti discepoli. Più celebre scuola di questa non v'era allora tra i Franzesi. Le opere di così insigne prelato sono assai note nella storia letteraria. Già avea Tedaldo marchese, filius quondam Adalberti itemque marchio, avolo della celebre contessa Matilda, ridotto a perfezione il magnifico monistero di san Benedetto, situato tra il Po e il fiumicello Larione, oggidì appellato di Polirone. Al medesimo fece egli un'amplissima donazione di beni in quest'anno. Presso il padre Bacchini [Bacchini, Istor. di Poliron. nell'Appendice.] si legge lo strumento stipulato infra Rocca Canossa, con queste note: Henricus Dei gratia rex, anno regni ejus, Deo propitio, hic in Italia quarto, mense junii, Indictione V. Dal che impariamo che in Italia si usava l'epoca particolare del regno italico diversa da quella del germanico. Un'altra donazione parimente da lui fatta al monistero medesimo si vede scritta anno millesimo septimo, Indictione quinta, secundo die intrante mense aprilis, senza apporvi gli anni del re. Comunemente si crede ch'esso marchese Tedaldo desse fine in quest'anno ai suoi giorni. Io non ne sono abbastanza persuaso, siccome dirò qui sotto all'anno 1012. Nel presente riuscì al re Arrigo di appagar le sue piissime voglie con ergere in vescovato e dotare magnificamente la chiesa di Bamberga, e sottoporla al solo romano pontefice. Fu confermato quest'atto con sua bolla particolare data in quest'anno da Giovanni XVIII papa, come si legge presso l'Hofmanno [Hofmannus, Annal. Bambergens.] ed altri scrittori [Apud Ludewig, tom. 1. Scriptor. Bamberg.]. Con gagliardo esercito passò circa questi tempi il medesimo re Arrigo la Schelda contro di Baldovino conte di Fiandra, il quale veggendo di non potere resistere, si gittò alla misericordia di lui, e ne ottenne buona capitolazione. Si riaccese anche la guerra fra esso re Arrigo e Boleslao duca di Polonia e degli Sclavi. Questo è poi l'anno in cui venne alla luce in Ravenna Pietro Damiano, grande ornamento del secolo presente [Petrus Damian., Opuscul. 67, cap. 5.]. Fu il suo nome Pietro di Damiano, cioè Pietro fratello di Damiano. Confessa egli in più di un luogo che attese allo studio delle lettere prima in Faenza, poscia in Parma; il che ci dà a conoscere che le lettere a poco a poco risorgeano anche in Italia. Terminò il corso di sua vita in quest'anno Landolfo IV principe di Capua [Camillus Peregrinius, Histor. Princip. Langobard.], soprannominato da santa Agata, nel dì 24 di luglio, e lasciò successore nel principato Pandolfo IV. Andavano di male in peggio gli affari della Chiesa di Cremona. Non fu sì presto uscito del mondo Odelrico ossia Olderico vescovo di quella Chiesa, che i beni d'essa patirono non lieve detrimento. Gli succedette Landolfo cappellano del re Arrigo, il quale nell'anno presente ottenne da esso re un diploma di protezione per la sua Chiesa [Antiquit. Italic., Dissert. LXI.], anno dominicae Incarnationis MVII, Indictione V, anno regni domni Heinrici regis secundi regnantis VI (questa è l'epoca del regno germanico). Actum Polede. In Milano Fulcoino figliuolo di Bernardo, vivente secondo la legge salica, fondò in quest'anno la collegiata di santa Maria, oggidì appellata Folcorina. Lo strumento ha queste note: Henricus gratia Dei rex, anno regni ejus quarto, VIII die mensis octobris, Indictione ingrediente sexta. Ancor qui abbiamo l'epoca del regno d'Italia del re Arrigo.