CXCI
Ad Isabella Gonzaga marchesana di Mantova
Illustrissima ed eccellentissima signora mia osservandissima. Io mando a Vostra Eccellenza uno delli miei Orlandi furiosi,[315] che avendoli meglio corretti e ampliati di sei canti, e di molte stanze sparse chi qua chi là pel libro, mi parrebbe molto uscir del debito mio, s'io, innanzi a tutti gli altri, non ne facessi copia a Vostra Eccellenza, come a quella che riverisco e adoro, e alla quale so che le mie composizioni (sieno come si vogliono) essere gratissime sogliono. Quella si degnerà di accettarlo, insieme col buono animo col quale io le fo questo picciol dono: in buona grazia della quale mi ricomando sempre.
Ferrariae, 9 octobris 1532.
Di Vostra Eccellenza
Servitor deditissimo,
Ludovico Ariosto.
CXCII[316]
A Margherita Paleologa Gonzaga, in Mantova
Ill.ma et eccell.a Signora osserv.ma Essendo io sempre stato deditissimo servitore dell'Ill.ma casa di Gonzaga, è di necessità che essendo V. Eccell.a fatta di quella, io sia verso di lei quello che io sono stato verso gli altri; e perchè quella mi cognosca per suo, mi è paruto di farle un piccol dono di questo mio libro di Orlando furioso, il quale meglio corretto e ampliato ho fatto ristampare di novo. Quella sarà per sua benignità contenta di accettarlo per segno d'un principio di mia servitù ed annumerarmi nel numero de' suoi servitori; in bona grazia della quale mi raccomando sempre
Di Vostra Ecc.a
Ferrara, 9 ottobre 1532.
Servitore,
Lodovico Ariosto.