CXXIII
Ai medesimi
Magnifici ac potentes domini mei observandissimi. Lo esibitore di questa è un povero uomo, il quale fu condotto da uno lombardo ad andare a caricare certe castagne che erano a Massa, qui di mia giurisdizione, per portarle in Lombardia; ed esso povero uomo avendo tolti li asini in presto, e credendo che colui che lo aveva condotto avesse licenza, lo andò a servire; e quando fu su quello di Castiglione, li fu dalla famiglia del vicario tolto li asini e le some; e avendo allora dato sicurtà di rapresentare detta roba, li furono restituiti li asini. Ora la sicurtade è astretta a rapresentare li asini, come esso più diffusamente conterà il caso suo, del quale il vicario di Castiglione è benissimo informato, e mostra di averli compassione non meno di me; pur si recusa chè quello che esso ha fatto non può tornare in drieto senza grazia di V. S. Io raccomando sommamente questo poveretto a V. S., il quale non ha al mondo cosa che sia sua, se non grave famiglia, alla quale, affaticandosi e stentando, fa le spese al meglio che può: e da una parte li è minacciato da colui di chi sono li asini; e dall'altra, dal lombardo di chi erano le castagne, che è uomo di pessima sorte. Prego V. S. che per clemenza e pietà, e attento la innocenza e povertà di costui, e appresso per mio amore, sian contente di farli restituire tutto quello che li è stato tolto, offerendomi anch'io, quando troverò alcuni delli suoi sudditi in simile fallo, d'averli per amore di V. S. misericordia: in buona grazia delle quali mi raccomando.
Castelnovi, 12 ianuarii 1524.
CXXIV[281]
Al duca di Ferrara
Ill. ed Ecc. Signor mio. Ho visto quanto V. Ecc. mi commette circa la lettera per la quale a' dì passati ella m'avea dato autorità di poter far accordi e composizioni, acciò che questi sudditi fuggissino li dispendi della giustizia, e che s'io l'ho fatta registrare ch'io la cancelli... Se V. Ecc. ha volontà che questa lettera si cancelli di su il registro, lo può ottenere, non già con mio biasimo, ma più presto con mio onore, e cioè differendosi a far tal cancellazione finchè io esca di officio. Frattanto io non m'interporrò in alcuna cosa sicchè il Capitano si lamenti ch'io gli turbi il suo guadagno: poi alla mia partita, rivocando una tal lettera, non si farà carico ad alcuno, anzi io ne guadagnerò qualche onore, mostrando che quella abbia avuto in me quella fede che poi non vorrà avere ne gli altri: e perchè V. Ecc. non creda che questo abbia ad essere lungo tempo, si ricordi che a' sette giorni di febbraio prossimo saranno compiuti due anni ch'io sono in questo officio,[282] il quale volentieri muterei in un altro dove io fossi più vicino a quella, quando con sua bona grazia io potessi farlo; come sarebbe il Commissariato di Romagna, che per qualche pratica ch'io ho pur imparata qui in Grafagnana mi darìa a sperare di far meglio quello officio ch'io non ho saputo far questo; ed in buona grazia di V. Ecc. mi raccomando sempre.
Castelnovi, XII jan. 1524.