LXII
Agli Anziani della Repubblica di Lucca
Magnifici ac potentes domini mei observandissimi. Li pecorai di questa ducale provincia si dolgono, e massime questi della vicarìa di Castelnuovo, che dalli daziarii di Lucca sono astretti a pagare de' lor bestiami le gabelle maggior del solito; e intendendo io che altre volte hanno voluto fare il medesimo, e che li commissarii miei predecessori se ne sono querelati a V. S., e quelle hanno proibito e con nuove dichiarazioni determinato, qualmente hinc inde nessuna cosa s'abbia a rinnovare; io ho voluto che V. S. sappiano questo, che senza saputa o volontà di quelle credo che molti gabellarii tentino puorre in usanza, con fiducia che V. S. non l'abbino a comportare, e che vogliano che le medesime esenzioni che li uomini di questa Vicaria dànno alli sudditi di V. S., questi reciprocamente le abbino da quelli; dalle quali aspetto intendere che non siano per tollerare questo torto: e in sua buona grazia mi raccomando.
Castelnovi, ultimo aprilis 1523.