LXVIII
Agli Anziani della Repubblica di Lucca
Magnifici ac potentes domini mei observandissimi. Io prego V. S. che voglino con li suoi daziarii fare tale provvisione circa il passare di questi sali che vengono da Pisa, che ogni giorno io non abbi da querelarmi appresso quelle. Oltre quanto a' dì passati ho scritto per alcuni nostri vetturali, alli quali sono stati ritenuti li muli e il sale, di nuovo Acconcio, salinaro qui per lo illustrissimo signor mio, si duole che similmente li sono stati li suoi muli e il sale ritenuti, e non può intendere la cagione, come sia che già V. S. concesseno al prefato signor duca il passo per x⁄m staia, per mandare per mano del detto Acconcio in Lombardia, e fin qui ne ha mandato seimila: il resto è comprato a sua instanza in Pisa come V. S. se ne ponno benissimo chiarire; e ora essendoli usati questi termini, pare che quelle non vogliano attenere quanto già una volta è stata sua volontà. Questo non voglio nè posso credere bene; è più verosimile, che senza sua saputa li daziarii usino queste nuovità. Io prego V. S. che faccino tal monizioni a questi suoi, che non sieno causa assediarne di sali, massime non ne avendo quelle al presente tal quantità in Lucca, che senza andare a Pisa ne possino tenere fornite per il medesimo pregio; che, data paritate, più volentieri si darebbe a V. S. utile, che ad altre persone: quelle siano contente che, pagandosi le debite gabelle, il sale possi senza impedimento venire, così per uso di questa ducale provincia, come per mandare per la quantità concessa in Lombardia. E quando anche qualche rispetto muova V. S. a fare usare questi modi, le supplico me lo faccino sapere, acciò che io ne avvisi lo illustrissimo signor mio, acciò che per utile e comodo delli sudditi facci quello che li paia più espediente. E in buona grazia di V. S. mi raccomando.
Castelnovi, 5 maii 1523.