XLIX

Agli Anziani della Repubblica di Lucca

Magnifici ac potentes domini mei observandissimi. Perchè V. S. potriano avere inteso che alla Pieve Fossana, loco il quale è tra Castiglione suo e questa terra di Castelnuovo, è stato sospetto di peste; e per questo pensando le cose maggiori e di più pericolo che non sono, averanno forsi fatti divieti, che quelli che vengano di qui non possino intrare in Lucca; certifico V. S. come un Lucca Pierotto per uno suo figlio che nascosamente era andato, non so dove, si è infettato di modo, che due o tre sono morti di casa sua; ma presto si è fatto provvisione, chè tutta quella famiglia si è fatta ire in loco separato, e proibito a tutti quelli della Pieve, che non escano de le loro confine; benchè, grazia di Dio, in quella terra non si sia la peste scoperta in altra casa, e a Castelnuovo non è male nè sospezione alcuna, e stiamo con buonissime guardie. Io scrivo questa a V. S., perchè sappiano come sono le cose, e per pregarle che siano contente che lo esibitore di questa, che serà mio fratello messer Galeazzo Ariosto, entri e alloggi in Lucca, il quale è venuto da Ferrara per ire a Carrara a trovare il reverendissimo cardinale Cibo suo padrone; e questo riceverò da V. S. per uno grandissimo piacere; le quali ringrazio della copia che a questi giorni mi hanno mandata, di quella ratificazione pertinente alli uomini di Valico e di Cardoso. E in buona grazia di V. S. mi raccomando.

Castelnovi, 29 ianuarii 1523.