XXIII

Ai medesimi

Magnifici ac potentes domini mei observandissimi. Sì come scrivino a me le S. V., quel Belgrado da Valico averli narrato le sue ragioni, con avere anco restituito il giannettone e lo spiedo, mi dicono appresso, che hanno dato commissione al vicario del Borgo, che vogli udire benignamente ditto Belgrado, con administrare giustizia; e perchè ditto Belgrado è povero uomo, e devotissimo delle S. V., e anco ha ricevuto di tal rissa più che alcun altro, e si commisse oltra il suo volere; per tutti questi rispetti, e ultimo loco per amore mio, avendolo ritrovato obedientissimo circa le restituzioni di dette arme, supplico V. S. si degnino commettere al loro vicario che impuoni silenzio contra di ditto Belgrado. Circa quelli dal Silico, che alli dì passati ferirno quelli di Castiglione, ne farò ogni rigorosa dimostrazione di giustizia, e quel più che mi ricercherà il vicario di Castiglione, acciò le S. V. effettualmente cognoschino quanto mi sia dispiaciuto tale eccesso perpetrato. E a V. S. mi raccomando, quae feliciter valeant.

Ex Castronovo Carfagnanae, 8 aprilis 1522.