VII.

Quando furono nel salottino, mentre le signore s'erano ritirate un istante per togliersi i mantelli, Filippo disse a Berto Candriani:

— Mi son giuocato più di due milioni.

Berto fece un balzo sulla poltrona, nella quale aveva preso posto.

— Sei matto! — esclamò. — Da quando in qua ti sei messo a giuocare?

— Eh no! — disse Filippo ridendo e accendendo una sigaretta. — Non li ho giuocati a macao o a faraone; li ho giuocati a parole, con lo zio. Egli mi ha fatto comprendere, anzi mi ha detto chiaro e tondo che se non lascio Loredana e se non sposo Giselda, non vedrò un centesimo del suo patrimonio. Io gli ho risposto che se lo tenga, che faccia della beneficenza, che vada al diavolo. E così, l'affare è liquidato! Che te ne pare? Non è il caso di bere un goccio di sciampagna alla salute dei parenti?

Berto Candriani non rispose subito; pareva guardasse le vecchie stampe lascivette appese alla parete, raffiguranti il bagno di Diana cacciatrice, l'incontro con Atteone, Diana e le Ninfe.

— È un grosso pasticcio, — egli sentenziò infine. — Ma tu credi che le decisioni di tuo zio siano inappellabili?

— Senza dubbio, anche perchè mia madre soffia sul fuoco. Mia madre ha preso partito per la Fioresi, e tu sai quanto sia risoluta e tenace. Se Roberto volesse scendere a più miti consigli, dovrebbe lottare con mia madre, dalla quale gli è venuto certo il suggerimento di queste minacce. E figurati se lo zio vuol perdere tempo e fiato a discutere!...

In quell'istante comparve il domestico, il quale recava lo sciampagna, le coppe, il servizio col tè: dispose tutto sopra un tavolino e si ritirò silenziosamente.

— E vuoi raccontar questo alla signorina? — domandò Berto.

— Non ho ragioni per nasconderlo, — disse Filippo.

Berto gli fe' cenno di tacere: s'udiva nella camera prossima il fruscìo d'una gonna. Egli susurrò prestamente:

— Non dirle nulla! È troppo agitata stasera.

E si alzò per andare incontro a Loredana, che entrava sorridendo.

— Come siamo eleganti, eh? — disse il Candriani, guardandola così svelta e bianca.

Filippo fissò la giovane e le si avvicinò.

— È strano! — esclamò. — Ora che ti vedo bene, mi sembri molto pallida; si direbbe che tu abbia pianto....

Loredana s'appressò al tavolino e si dispose a preparare il tè, cercando di darsi un contegno e di sfuggire alle indagini di Filippo; ella era inquieta, come se l'amante avesse scoperto qualche gravo fallo.

— No, sai? — ella balbettò. — Non ho pianto....

— Che cosa è avvenuto? — domandò Filippo al Candriani. — Perchè non volete dirmelo?

Il Candriani era tornato a sedersi, ma presso il tavolino; aveva preso da un canestro alcuni biscotti che andava mangiando con pacata attenzione, e guardava le belle mani della giovane affaccendata intorno alla teiera e al bricco dell'acqua bollente.

— Glielo diciamo? — egli chiese ridendo a Loredana. — Bisogna dirglielo, altrimenti crederà che sono stato io a farla piangere.... Ecco, Flopi, ascolta....

Filippo sedette egli pure vicino a Berto, e sedette anche Loredana, dopo avere offerto ai due uomini la tazza di tè.

— È stato così: — disse il Candriani. — Mentre uscivamo dal teatro, un farabutto ha ingiuriato la signorina; non ho potuto scoprire chi fosse; tutti guardavano a terra e parevano sonnambuli. La signorina, quando fu in gondola, visto che il tragitto era lungo e noioso, occupò il tempo a piangere, e io che voleva farle la corte sono rimasto con un palmo di naso....

Loredana si mise a ridere.

— È tutto qui? — domandò Filippo incredulo.

— È tutto qui, — rispose Berto. — Vedi che ora ride; non potrebbe dimostrati meglio che si trattava d'una inezia.

Filippo scosse la testa; sapeva bene che vicina a lui, la giovane dimenticava ogni dolore, e la sua piccola risata squillante non gli provava nulla.

— Ma che cosa hanno detto? — egli incalzò.

La fanciulla gettò una rapida occhiata a Berto, il quale non si aspettava una domanda categorica.

— Chi se ne ricorda? — egli fece, impacciato. — Lei se ne ricorda, signorina?

Loredana tornò a ridere; ormai non le importava delle ingiurie, ed era tutta felice di sentirsi protetta dall'amante, nella sua casa elegante e quieta.

— Sì, me ne ricordo, — ella dichiarò, ancora sorridendo. — Mi hanno detto: carne di lusso....

— Oh, i mascalzoni! — esclamò Filippo, oscurandosi in volto.

— E poi, — soggiunse Loredana col suo placido sorriso, — e poi, mantenuta!

Filippo sussultò; nella stessa ora, la folla anonima e lo zio Roberto gettavano in faccia alla ragazza la stessa accusa, coprivano di fango il suo amore. Egli dissimulò il suo turbamento, e disse:

— Hai ragione, cara, di ridere; non si può che ridere di certe volgarità.... Ora ci verserai una coppa di sciampagna e berremo...., berremo a dispetto degli invidiosi.

— E ai due milioni! — si lasciò sfuggire Berto.

— E alla carne di lusso! — concluse Filippo ridendo.

Loredana s'era alzata a versare il vino dorato nelle coppe. Un po' inclinata verso i due uomini, con la bella testa adorna di pettini scintillanti, il bel corpo chiuso nell'abito bianco, ella era l'imagine della giovinezza forte e procace. Le tre coppe si urtarono lievemente, qualche goccia cadde sul tavolino.

— Perchè beviamo ai due milioni? — chiese Loredana d'un tratto, come ricordandosi. — Che cosa vuol dire?

— Nulla, nulla, vuol dire, — interruppe l'amante.

— Sì, vuol dire qualche cosa, — insistette Loredana. — Vedi: io ti ho raccontato tutto, e tu non mi racconti.... Quando ci siamo incontrati stasera, ci hai detto che avevi avuto un'avventura graziosissima. Non è forse vero, conte?

Il Candriani assentì con un moto del capo.

— Ti racconterò dopo, — promise Filippo. — Non si tratta di un'avventura. E del resto, non potrei avere un segreto?

— Certo, — osservò Loredana pensierosa. — Ma allora non si annuncia....

I due amici diedero in una risata.

Berto Candriani bevve ancora una coppa di sciampagna, parlò dei prossimi spettacoli della Fenice, e dopo pochi istanti si congedò.

Non appena egli ebbe varcata la soglia, Loredana gettò le braccia al collo di Filippo.

— Caro! — ella disse baciandolo. — Che cosa ti è avvenuto? Perchè vuoi tacere con la tua viperetta?

L'amante sorrise e le passò un braccio attorno alla vita.

— Non voglio tacere nulla, — egli dichiarò. — Berto m'aveva detto che tu eri agitata questa sera, e perciò non ti raccontavo l'incidente, che non ha alcuna importanza, del resto; poi egli stesso ha voluto fare il brindisi ai due milioni, quella testa matta!

— Sai perchè? Mi ha visto ridere e allora ha compreso che non ero agitata.

Dolcemente, stringendola al fianco, a piccoli passi, Filippo l'accompagnava nella camera di lei, e la baciava sui capelli. Così spesse volte egli si largiva il piacere di assistere mentre la fanciulla si spogliava e talora le prestava mano; in tal modo tra gli scherzi e i baci, la scena si prolungava e finiva sempre a una maniera.

Quando fu nella camera da letto, Filippo prese posto in una poltrona, e la giovane s'accinse a togliersi gli abiti.

— Ebbene, Flopi? — ella chiese.

— Ah ecco! — disse Filippo. — Sono stato al « Grand Hôtel » e ne sono uscito con lo zio Roberto, il quale ha colto l'occasione per farmi una delle solite prediche. Ci siamo accalorati; egli mi ha minacciato di diseredarmi, e io gli ho detto che me ne infischio; a quel che pare, i due milioni dello zio sono così sfumati, ma io preferisco loro la mia libertà piena e assoluta. Ecco tutto, Lori; vedi che non valeva nemmeno la pena di parlarne.

Loredana, rapidamente liberatasi della gonna, rimase attonita.

— Due milioni! — ripetè a un tratto.

— Poco più, poco meno, — disse Filippo. — Ma io non ho mai avuto bisogno del suo denaro, e tu lo sai.

La fanciulla gettò gli abiti sopra una sedia, e restò ritta innanzi all'armadio a specchio....

— Per colpa mia! — ella esclamò.

— Lori, te ne prego, — disse Filippo. — Mi dispiace quando tu parli così: non è per tua colpa, ma per colpa dei miei parenti. Non è una novità, questa: ti ricordi che io te l'avevo detto? I miei parenti non capiscono, e le discussioni non valgono a niente....

— Vogliono che tu mi lasci? — incalzò Loredana.

— S'intende! — rispose Filippo. — Lo zio Roberto, poveretto, non è che lo strumento di mia madre, la quale lo fa agire e parlare, ed egli agisce e parla, tanto per avere pace.

— Vogliono che tu mi lasci? — ripetè Loredana. — E non vogliono altro?

— Per bacco! — esclamò Filippo ridendo. — Mi pare che basti....

— No, potrebbero volere di più, — disse la fanciulla, dopo un attimo d'esitazione. — Potrebbero volere che tu ti sposi.... Perchè, Flopi, io non capisco.... Se tu mi lasciassi, che faresti? Vivresti senza amanti e senza moglie? Pretendono questo i tuoi parenti?... Non vogliono che tu ti sposi? Non hanno qualche signorina che piace loro e che ti offrono?

Filippo tacque, stupito, e si chiese come mai la piccola Lori, ch'egli reputava ancora poco più d'una bambina, col solo aiuto della logica, fosse giunta alla verità. Per nascondere il suo impaccio, egli si alzò e disse:

— No, no: che ti viene in mente?... Lascia che io ti guardi....

Loredana fece un gesto per allontanarlo, e insistette:

— Veramente, Flopi, non ti hanno mai parlato di matrimonio, non vogliono che ti sposi?

— Ma no; sono tue fantasie queste! — ripetè Filippo.

— Sei pronto a giurarmelo?

— Te lo giuro....

— Sei pronto a darmi la tua parola d'onore?

Filippo ebbe un attimo di titubanza; ma ormai non poteva più retrocedere.

— Ti do la mia parola d'onore! — disse.

La fanciulla si coprì il volto con le mani e ruppe in pianto.

— Come! — esclamò Filippo, sorpreso. — Ora piangi? Non sei contenta? Forse non credi?

Ella gli stava innanzi con le braccia e il petto scoperti; aveva le mutande di batista che le arrivavano al ginocchio, le calze di seta grigia, le scarpette basse e bianche: pareva un piccolo gentile Pierrot.

— Così carina, — disse Filippo, — e così cattiva! Ma non sei contenta, ti ripeto?

Loredana riuscì a rispondere tra i singhiozzi:

— Sì, — dichiarò, mentendo alla sua volta, — piango perchè sono contenta!

Filippo si mise a ridere, e la strinse al petto, sollevandola da terra.

— Vieni, — disse. — Vieni, mascheretta bella, viperetta cara. Tu sei tanto bella, io ti amo tanto....

La giovane gli si avvinghiò al collo, si lasciò adagiare sul letto, e tra le lagrime cercò la bocca di lui, che mentiva e baciava così bene....