LXI. IL RISVEGLIO.

E Grazia è ancora, rovesciata, fra le braccia di Claudio che le parla all'orecchio con le sue parole ardenti, le mani nelle mani. È felice, silenziosa, eroica, miserabile e sublime. Claudio le ha offerto una coppa di champagne ed ha forzato la sua testa a girarsi.... D'improvviso le ha preso la bocca in un bacio lungo, infinito — e solo...

Di su la porta del chiosco è il risveglio: Rosetta le grida:

— Corri, corri, tuo fratello muore...

D'un balzo Grazia è in piedi, lasciando cadere la coppa che si spezza su la tavola, strappandosi la maschera dal viso. Guarda tutti — Claudio, Rosetta, il domestico — come trasecolata, come nell'orribile ritrovarsi d'un risveglio.

— Lei!

Claudio ha avuto un atto di meraviglia e un passo avanti. Ma sùbito Rosetta gli ha parlato:

— È stato uno scherzo che ha voluto farti... Poi ti spiegherò.

Grazia è pietrificata. Rosetta è accanto a lei, le cinge la vita col braccio, le dice piano:

— Vieni!

E, ancora come ridestandosi, Grazia guarda tutti attorno, e si passa le mani su gli occhi. Ode il vocio del giardino, le musiche lontane, immagina la tragedia che si compie lassù. Getta un grido disperato, un urlo che è un nome:

— Marcello!

E fugge via, folle. E Rosetta la segue.