SCENA II.
Detti e Giorgio.
Giorgio s’è presentato sull’uscio della sala durante le ultime battute del dialogo ed è stato in ascolto.
Giorgio
facendosi avanti.
E che non vorrebbe forse consentire?
Francesca.
No, no! Non sappiamo ancora, Giorgio!
Giorgio.
Ma dunque è sicuro?
Romeri.
Pare di sì.
Giorgio.
Come, e lei?
Allude a Laura.
Romeri.
Ma non l’ho ancora veduta.
Francesca
per calmarlo, quasi supplichevole.
Forse ella crede, Giorgio....
Giorgio
subito, interrompendola.
Crede? Che crede? Se è sicura, come può ancora esitare? Io lo esigo!
Romeri
scrollandosi, seccato, anzi sdegnato.
Ma no, scusi!
Giorgio
con forza, duramente.
Sì, lo esigo! Lo esigo!
Romeri
fiero, reciso.
Lei non può esigerlo così!
Giorgio.
Come no? Posso ammettere ch’ella esiti?
Romeri.
Ma deve dirlo lei, spontaneamente. Non mi presterei io, nè si presterebbe nessuno, altrimenti!
Giorgio.
Ma il mio stupore è questo, che lei non l’abbia già chiesto, non lo chieda subito!
Francesca.
Non è mica una cosa da nulla per una donna, Giorgio! A te basta esigerlo!
Giorgio.
Come! Ma per se stessa, io dico, dovrebbe chiederlo subito, a qualunque costo! Dovrebbe esser nulla per lei, di fronte all’orrore d’un simile fatto! Ma come? Crederebbe forse che io potrei sorpassare ancora, cedere, chiudere gli occhi, accettare? Ah! perdio! Ma dov’è? Dov’è?
Smaniando, fa per andare nella camera di Laura.
Francesca
cercando d’impedirglielo.
No, per carità, Giorgio!
Romeri
forte, con fermezza.
Non così! Non così!
Giorgio
alludendo a Laura.
Che dice? Posso sapere almeno che cosa dice? O vorrebbe forse darmi a intendere che il suo amore....