EPILOGO


Nel dare termine a questo mio lavoro, esprimo nell'interesse dell'Egitto e dell'Italia alcuni voti, lasciando a parte le questioni e le aspirazioni politiche, che ciascun popolo sente nel cuore.

Il primo voto, che riflette l'Egitto, quella terra benedetta da Dio, è di vedere un migliore impianto dei vari servizi pubblici e di quelli che si riferiscono all'igiene, mediante le seguenti istituzioni:

1º Di municipi che, funzionando come quelli di Europa vengano, almeno nei centri principali, a sostituirsi alla autorità governativa, che presentemente regge tutto quanto riguarda la popolazione ed i suoi più vitali interessi.

2º Di un regolare servizio d'igiene pubblica, che a poco a poco, oltre al provvedere, distrugga i tanti errori, che il tempo ha qui consolidati e che sono contrari al mantenimento della salute.

Si vedrebbero, per esempio, in questo modo menomate le piaghe, che ora tante vittime mietono nel popolo, del vaiuolo e dell'oftalmia.

3º Di impiantare, con qualunque sacrifizio, un sistema sotterraneo di spurghi (ègouts) che ora non esistono in nessuna parte dell'Egitto, tranne che nella città di Alessandria.

Nell'interesse poi dell'Italia e della sua numerosa colonia in Egitto farei voto, che si provvedesse:

1º Per un solido ed efficace impianto di scuole italiane che possano, a determinate condizioni, essere pure usufruite dagli indigeni, quale mezzo opportunissimo di rendere sempre più famigliare la lingua italiana nelle diverse regioni africane.

2º Per l'istituzione di Collegi, Convitti e Scuole pareggiate alle governative italiane, e questo almeno nei due principali centri, Cairo ed Alessandria, affinchè i genitori nella colonia non sieno più costretti ad affidare l'istruzione dei loro figli ad istituti esteri, se pur non vogliono, come ora si pratica dalle persone più facoltose, mandarli agli studi, in Italia con grave dispendio e col rammarico di una lunga separazione, che nuoce sempre, oltre agli altri inconvenienti, all'affetto reciproco nella famiglia.


NOTE:

[1]Presso gli antichi Egizi Rà rappresentava il Sole.

[2]Iside ebbe molti templi in Egitto ed era madre e sorella del Sole

[3]I geografi non sono tutti di accordo nel fissare la lunghezza del corso del Nilo. Lo scrivente si è tenuto alla cifra di 6500 chilometri, perchè registrata tanto nell'opera del Chèlu, quanto nella geografia del Bernard, sì l'una come l'altra assai recenti.

Stando a tale cifra, il Nilo risulterebbe avere il corso più lungo di tutti i fiumi del mondo non esclusi il Mississipi ed il fiume delle Amazzoni in America.

[4]Per quanto riflette il corso del Nilo, le sue cateratte e le sue cascate mi sono di preferenza appoggiato al bellissimo studio del Chélu (Le Nil, le Soudan et l'Egypte) che, a mio giudizio, è un'opera di molta lena ed altamente commendevole.

[5]Per seguire la descrizione particolareggiata di questa parte del Nilo occorre consultare una carta alla scala non inferiore dell'1/200000.

[6]Sakkara, necropoli dell'antica Menfi fondata da Mene I Re d'Egitto (cinque mila anni a.C.).

[7]Mariette, celebre Egittologo dei tempi nostri. Fece numerose e preziose scoperte di cose antiche.

[8]Serapeum di Sakkara. Sotterraneo, la cui entrata era un giorno occultata; si compone di una lunga galleria avente per ogni fiancata sei vasti ambienti, in ciascuno dei quali esiste tuttora un grande sarcofago in granito in cui giaceva il corpo di un Dio-Bove, chiamato anche Dio-Apis od Osiride-Bue.

La giovenca predestinata a diventare madre di un Dio-Apis veniva distinta col nome di Neìth concepiva e dava alla luce l'Apis, senza cessare di essere vergine, perchè fecondata da Phtha (Dio Creatore) che si tramutava in calore.

[9]La mastaba di Tih, come tutte le altre mastabe, è un'edicola quadrata, dove si celebravano gli anniversari funebri. Da essa si penetra nella camera mortuaria ove trovavasi il sarcofago di Tih antico Re degli Egizi.

[10]Oonas, gran Sacerdote, Capo di eserciti, Ministro onnipotente presso tre successivi Re della VI Dinastia, Teta, Papi I e Mèrenra (3600 anni avanti Cristo) fece costruire per i suoi Re la piramide, cui legò il proprio nome.

Gli antichi Re egizi portavano il titolo di Faraone, venivano loro tributati onori divini ed erano distinti colla qualifica di Sua Santità.

[11]Denderah, l'antica Tentyra, possiede splendide ruine e fra queste primeggia il gran tempio dedicato alla dea Hathos che è la Venere egizia.

Il tempio è antichissimo; fu ricostrutto da Cheope re di Menfi nell'epoca in cui egli faceva elevare la più grande piramide che esiste e che porta il suo nome; fu in seguito restaurato dai Tolomei. Nel gran tempio di Denderah si trovava il famoso zodiaco stato trasportato in Francia nel 1821 e mediante il quale si voleva provare la remota origine dell'astronomia egiziana; ma poco dopo venne a risultare che quel zodiaco non era anteriore ai Tolomei.

[12]Un'osservazione che qui mi cade opportuno di fare è che presso una notevole parte dei monumenti dell'antico Egitto figurano il nome e le gesta di Ramsès IIº (il Sesostri dei Greci) il quale appartiene alla XIX Dinastia e salì al trono verso il 1400 avanti Cristo; regnò per ben 67 anni.

Questo frequente ripetersi del nome e delle imprese di Ramsès IIº si deve a varie circostanze:

1º Al suo lungo regno di 67 anni, durante il quale, avido della sua glorificazione, non solamente si fece costruire monumenti, statue e grandi lapidi, su cui erano impressi i suoi fasti e le sue gloriole, ma per stimolo di sua vanità face sostituire il proprio al nome dei suoi predecessori, ovunque gli fu dato di farlo;

2º All'errore in cui vennero tratti gli storici greci, i quali attribuirono a Ramsès-Sesostri tutte le conquiste dei Faraoni che lo avevano preceduto.

L'esagerazione delle opere di Ramsès IIº indusse ad attribuire a questo Re monumenti antichi, sulle cui iscrizioni egli aveva fatto incidere il proprio nome. Sarebbero state sufficienti le grandi opere costruite durante il suo regno per meravigliare l'età presente, senza ricorrere a quella ingannevole sostituzione di nome.

E così fu detto che Ramsès IIº il gran Sesostri abbia fatto elevare un tempio in ciascuna città del Regno dedicato alla Divinità principale del luogo.

La personalità di questo Faraone invase tutto, assorbì tutto.

NOTE DEL TRASCRITTORE

—Sono stati corretti gli ovvii errori tipografici.

—La copertina è stata creata dal trascrittore e posta in pubblico dominio.