CCCLXVI.
A Pietro Urbano in Firenze.
Pietro. — Tu ài andare in Pietra Santa a ser Giovan Badessa e fara'ti dare il contratto[307] in forma propia che io ò fatto co' Carraresi, ciè col Pollina e con Leone e col Bello, di otto figure che m'ànno a fare, ciò è marmi per otto figure: quatro di quatro braccia e mezo, e quatro di cinque braccia, colla largezza e grosseza che dice el contratto. E detto contratto dice, overo credo che dica, che a mezo maggio io abbia a dare a' detti Carraresi ducati trenta d'oro largi, con questo che e' debino avere cavato a detto tempo figure quatro delle sopra ditte, dua di quatro braccia e mezo, e dua di cinque. Fara'ti leggiere el detto contratto e intenderai meglio quello che ài a fare: e se e' non ànno cavate dette quatro figure non ài a dar loro danari, e puoi dir loro che le càvino e poi me lo faccino intendere, e darò loro danari. E se l'ànno cavate, che sieno come dice il contratto, darai loro trenta ducati come dice el contratto, e daragli loro in Pietra Santa; e fànne far contratto al detto Ser Giovanni Badessa: e in Carrara faratti fare una fede, con testimoni, come tu vi se' stato a mezo maggio a portare a' detti cavatori danari per osservare el contratto.
Sarai con Marco, el quale à avuto dua ducati per bozzare la pietra che io avevo a Sponda, e farne una figura di quatro o cinque braccia; e vedi se l'à bozzata, e se puoi fargniene condurre alla marina e fare caricare quella che è in sulla spiaggia, che io ebbi da Leone, e questa, fallo: e Marco troverà le barche a condurre in Pisa per e' noli usati. E ancora una figura di dua braccia ch'io ebbi da Cagione. Donato mi dice che dètte e' danari a Marco che la facessi condurre alla marina. Ser Giovan Badessa à avuto per levare el sopra detto contratto barili tre: finiscigli el pagamento, che credo sarà per insino in un ducato. Fa' el meglio che puoi.
Archivio Buonarroti. Di Seravezza, 6 d'agosto (1519).