CCCLXXXV.

A Ser Giovan Francesco Fattucci in Roma.

Messer Giovan Francesco. — Intendo per l'ultima vostra come la Santità del nostro Signore vuole che 'l disegnio della Libreria sia di mia mano. Io non ò notizia nessuna, nè so dove se la voglia fare: e se bene Stefano[334] me n'à parlato, non ci ò posto mente. Come torna da Carrara, io m'informerò da lui, e farò ciò che io saprò, benchè non sia mia professione.

Della pensione che voi mi scrivete, io non so di che voglia io mi sarò di qui a uno anno; e però non voglio promettere quello, di che io mi potrei pentire. Della provigione io ve n'ò scritto.

Archivio Buonarroti. Di Firenze, (del gennaio 1524).