CCCXLVI.

A Domenico (Buoninsegni. Roma).

Messer Domenico. — Io sono venuto a Firenze a vedere il modello[286] che Baccio à finito, e ò trovato che gli è quel medesimo, cioè una cosa da fanciulli. Se vi pare si mandi, scrivete. Io parto domattina e ritornomi a Carrara, e son rimasto con la Grassa[287] fare là un modello di terra, secondo il disegno e mandargniene. E lui mi dice ne farà fare uno che starà bene: non so come s'anderà: credo bisognerà all'ultimo che io lo facci da me. Duolmi questa cosa per rispetto del Cardinale e del Papa. Non posso fare altro.

Avvisovi com'io m'usci' della compagnia che io vi scrissi aver fatta a Carrara,[288] per buon rispetto, e allogato a quei medesimi cento carrate di marmi co' prezzi che io vi scrissi o poco meglio. E a un'altra compagnia, che io ò messa insieme, n'ò allogate altre cento e ànno tempo un anno a darmegli posti in barca.

Archivio Buonarroti. Di Carrara, (di aprile 1517).