CDXC.
(Al cardinale Rodolfo Pio da Carpi).[502]
Monsignore reverendissimo. — Quando una pianta à diverse parti, tutte quelle che sono a un modo di qualità e quantità, ànno a essere adorne di un medesimo modo e d'una medesima maniera; e similmente e' loro riscontri. Ma quando la pianta muta del tutto forma, è non solamente lecito, ma necessario, mutare dal detto ancora gli adornamenti, e similmente e' loro riscontri: e i mezzi sempre sono liberi come vogliono; siccome il naso, che è nel mezzo del viso, non è obligato nè all'uno nè all'altro ochio, ma l'una mano è bene obligata a essere come l'altra, e l'uno ochio come l'altro, per rispetto degli lati e de' riscontri. E però è cosa certa, che le membra dell'architettura dipendono dalle membra dell'uomo. Chi non è stato o non è buon maestro di figure, e massime di notomia, non se ne può intendere.
Michelagniolo Buonarroti.
Di Roma, (1560).
CDXCI.[503]
A' Soprastanti della Fabrica di Santo Pietro.
Voi sapete che io dissi al Balduccio che non mandassi la sua calce, se la non era buona. Ora avendola mandata trista, senza dubbio d'aversela a ripigliare, si può credere che e' si sia patteggiato con chi l'à accettata. Questo fa un gran favore a quegli che io ò cacciato di detta fabrica per simil conto: e chi accetta le cose cattive, necessarie a detta fabbrica, avendole io proibite, non fa altro che farsi amici quelli che io m'ò fatti nimici. Credo che la sarà una lega nuova. Le promesse, le mancie, e' presenti corrompon la iustizia. Però vi prego da qui innanzi, con quella autorità che ò io dal Papa, non accettiate cosa nessuna che non sia al proposito, se ben la venissi dal Cielo; acciò che non paia, come non sono, parziale.
Vostro Michelagniolo.
Archivio Buonarroti. Di Roma, (10 di gennaio 1560).