I.

Allogazione a Michelangelo del gruppo di marmo della Pietà in Roma.

Die xxvij mensis augusti 1498.

Sia noto et manifesto a chi legerà la presente scripta, come el reverendissimo cardinal di San Dionisio[557] si è convenuto con mastro Michelangelo statuario fiorentino, che lo dicto maestro debia far una Pietà di marmo a sue spese, ciò è una Vergene Maria vestita, con Christo morto in braccio, grande quanto sia vno homo iusto, per prezo di ducati quattrocento cinquanta d'oro in oro papali, in termino di uno anno dal dì della principiata opera. Et lo dicto reverendissimo Cardinale promette farli lo pagamento in questo modo, ciò è: Imprimis promette darli ducati centocinquanta d'oro in oro papali, innanti che comenzi l'opera: et da poi principiata l'opera promette ogni quattro mesi darli ducati cento simili al dicto Michelangelo, in modo che li dicti quatro cento cinquanta ducati d'oro in oro papali siano finiti di pagarli in vno anno, se la dicta opera sarà finita; et se prima sarà finita, che la sua reverendissima Signoria prima sia obligata a pagarlo del tutto.

Et io Iacobo Gallo prometto al reverendissimo Monsignore che lo dicto Michelangelo farà la dicta opera in fra uno anno et sarà la più bella opera di marmo che sia hoge in Roma, et che maestro nisuno la faria megliore hoge. Et si versa vice prometto al ditto Michelangelo che lo reverendissimo Cardinale la farà lo pagamento secundo che de sopra è scripto. Et a fede io Iacobo Gallo ho facta la presente di mia propria mano, anno, mese et dì sopradito. Intendendosi per questa scripta esser cassa et annullata ogni altra scripta di mano mia, o vero di mano del dicto Michelangelo, et questa solo habia effecto.

Hane dati il dicto reverendissimo Cardinale a me Iacobo più tempo fa ducati cento d'oro in oro di Camera et a dì dicto ducati cinquanta d'oro in oro papali.

Ita est Ioannes, Cardinalis S. Dyonisij.

Idem Iacobus Gallus manu propria.

Archivio Buonarroti. Firenze, 22 di maggio 1501.