IX.

Convenzione di Michelangelo con alcuni scarpellini di Carrara per cavare marmi.

Sia noto e manifesto a qualunche persona leggierà la presente scritta, com'io Michelagniolo di Lodovico Buonarroti, scultore fiorentino, alluogo e acottimo oggi questo dì dieci di dicembre nel mille cinque cento cinque, a Guido d'Antonio di Biagio e a Matteo di Cucarello da Carrara carrate sessanta di marmi all'uso di Charrara; ciò è dumila cinque cento libre la carrata: e infra i detti marmi s'intende essere quatro pietre grosse, dua d'otto carrate l'una, e dua di cinque; e delle dua pietre d'otto carrate l'una, restiamo d'acordo che io deba dare trenta cinque ducati d'oro largi dell'una; e delle dua pietre di cinque carrate l'una, siamo d'acordo io debba dare venti ducati simili dell'una; e el resto delle carrate per insino al numero sopra scritto debbono esser tutti pezi di dua carrate e da dua in giù; e di queste simili carrate el prezo abbia a essere ducati dua d'oro largi la carrata, che così siamo d'acordo, e le pietre grosse con tutte l'altre carrate soprascritte. Ancora restiamo d'acordo pel detto prezo mi debbin dare in barca a ogni loro spese: e tutta la sopra scritta quantità di marmi, e massimamente le pietre grosse, s'intenda essere nette di peli e di veni e bianche sopratutto; e che non sieno niente peggio che quelle che io ò fatte nel sopra detto milleximo personalmente in Carrara. Ancora debbino essere e' sopra scritti marmi vivi e forti e non cotti e cavati al Polvaccio o in altro luogo; che sieno vivi simile a quegli, quando sono bianchi, netti e begli. Ancora restiamo d'acordo che per tutto el mese di maggio prossimo a venire i sopra scritti ciò è Guido e Matteo mi debbino dare in barca carrate trenta delle sopra scritte, infra le quale carrate debba essere dua delle grosse, una d'otto carrate e l'altra di cinque, e poi per tutto settembre el resto per insino al numero ditto. E tutti e' sopra ditti marmi debbino bozare, secondo le misure che io darò loro. E perchè el sopra detto Matteo resta di venire a Fiorenza infra un mese da oggi, restiamo d'acordo io in questo tempo gli debba dare in Fiorenza le misure de' detti marmi o lasciare gli sieno date.

Ancora se obrigano i sopra scritti darmi buona sicurtà de' mia danari in Luca o dov'io gli farò loro pagare, ciò è in questa forma; che non osservando loro quanto in questa si contiene, la detta sicurtà sia per restituire e' mia danari; e io Michelangniolo soprascritto debba in fra dua mesi da ogi fare pagare a Matteo e a Guido sopra scritto ducati cinquanta colla detta sicurtà. E tutto ciò che in questa si contiene, s'intenda osservare l'uno all'altro, vivendo la Santità del nostro signior papa Iulio; perchè io Michelagniolo sopra ditto e tutti e' sopra detti marmi fo per sua Santità. Ancora, se bene vivessi e non seguitassi l'opera per la quale i' ò bisognio de' sopra ditti marmi, s'intenda non esser valida la scritta; e a quel tempo che l'opera per ogni rispetto non séguiti più, io debba pigliare, e i sopra scritti mi debbino dare marmi begli e netti, come è detto, pe' danari avessino ricievuti. E per fede della verità e' sopra ditti, ciò è Matteo e Guido si sotto scriverranno di lor propria mano.

E io Michelagniolo ò fatto oggi questo dì sopra scritto in Carrara la presente scritta, presente Baccio di Giovanni,[571] scultore fiorentino e Sandro di Nicholò di Bartolo,[572] scarpellino fiorentino. E il detto Baccio e Sandro per testimoni della verità si sotto scriveranno di lor propria mano.

Io Guido d'Antonio di Blaxio di Carrara sono contento a tuto e quanto di sopra si contiene a dì me(se) anno soprascritti.

Io Matteo di Chucarello soprascritto refermo quanto di sopra si contiene a dì e ano soprascritti in Carara.

Io Bacco di Giovanni fiorentino sono testimone a quanto di sopra si contiene.

Io Sandro di Nicholò di Bartolo sopradetto sono testimone a quanto di sopra si chontiene: per fede di ciò mi sono soschritto di mia mano.

Ancora di nuovo, perchè il detto Guido e Matteo non vogliono auere a trovare le barche pe' detti marmi, sieno tenuti avisarmi a Roma, o dov'io sarò, tanto innanzi che io le possa avere proviste al tempo che loro me gli ànno a dare in barca.

Archivio Comunale di Carrara. Carrara, 23 di gennaio 1511.