LI.

A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Strozi in Porta Rossa, Arte di lana.

Buonarroto. — I' ò inteso per una tua lettera come avete fatto fatti intorno a' casi del podere di mona Zanobia; è cosa che mi piace assai, pur che sia sicura. Voràssi attendere a quel resto, quando fia tempo.

[63]De' casi del Baronciello io mi sono informato assai bene, e per quello che m'è detto, la cosa è molto più grave che voi non la fate: per tanto io non sono per domandarla, perchè se non la ottenessi, ne sarei malcontento, e se io la ottenessi, mi fare' danno grandissimo e ancora alla casa. Credi che io non àrei aspettato le seconde lettere, se questa cosa fussi possibile a me; perchè e' non è cosa nessuna che io non facessi per Baronciello.

El Papa fu venerdì a ventuna ora a casa mia dov'io lavoro, e mostrò che la cosa gli piacessi: però pregate Dio ch'ella venga bene: che se così fia, spero riacquistar buona grazia seco. Credo che in questo carnovale si partirà di qua, secondo che si dice, infra la plebe però.

La lama di Piero, come esco fuora cercherò d'uno fidato per mandargniene. Se Lapo che stava qua meco o Lodovico[64] venissino a parlare costà a Lodovico nostro, digli che non presti orechi alle loro parole, e massimamente di Lapo e none pigli amirazione, che più per agio aviserò del tutto. Di Giovansimone ò inteso: ò caro attenda a fare bene e così lo conforta, perchè presto spero, se sare' savi, mettervi in buon grado.

A dì primo di febraio 1506.

Michelagniolo di Buonarrota Simoni
in Bolognia.

Archivio Buonarroti. Di Bologna, 13 di febbraio 1507.