XVIII.
A Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze.
Reverendissimo padre. Io vi risposi de' casi di Bernardino, com'io volevo prima aconciar la cosa della casa che voi sapete: e così vi rispondo adesso. Io mandai prima per lui, perchè mi fu promesso infra pochi dì che la s'aconcierebbe e che io cominciassi a lavorare.[28] Dipoi ò visto che la sarà cosa lunga, e cerco in questo mezo se io ne truovo un'altra al proposito per uscirmene, e non voglio far lavorare niente, se prima non sono aconcio. Però raguagliatelo come sta la cosa. Del fanciullo che venne, quel rubaldo del mulattiere mi guntò d'un ducato: prese el giuramento che era restato così d'acordo, cioè di du' ducati d'oro largi; e tutti e' fanciugli che vengono qua co' mulattieri non si dà più che dieci carlini. Io n'ò avuto più sdegnio che se io avessi perduti venticinque ducati, perchè vego che è cosa del padre che l'à voluto mandare in sur un mulo molto onorevolmente. Oh io non ebi mai tanto bene, io! L'altra che 'l padre mi disse e 'l fanciullo insieme, che farebbe ogni cosa, e governerebe la mula e dormirebbe in terra se bisogniassi: e a me bisognia governallo. Mancavami faccienda oltre quella che i' ò avuta poi che io tornai! che ò avuto el mio garzone che io lasciai qua, amalato dal dì che io tornai per insino adesso. Vero è che adesso sta meglio, ma è stato in transito, sfidato da' medici, circa un mese, che mai sono intrato in letto; sanza molte altre mie: ora ò avuto questa merda seca di questo fanciullo che dice, che dice (sic) che non vuole perder tempo, che vole imparare: e dissemi costà, che e' gli bastava dua o tre ore el dì: adesso non gli basta tutto el dì, che e' vuole anche tutta la notte disegniare. Sono e' consigli del padre. Se io gli dicessi niente, direbbe che io non volessi che egli imparassi. I' ò bisognio d'esser governato: e se e' non si sentiva da farlo, non dovevano mettermi in questa spesa. Ma son fagnioni, ma son fagnioni[29] e vanno a un certo fine, che basta. Io vi prego che voi me lo facciate levar dinanzi, perchè e' m'à tanto infastidito, che io non posso più. El mulattiere à avuti tanti danari, che e' lo può molto bene rimenare in costà: e' è amico del padre suo. Dite al padre che rimandi per esso: io non gli darei più un quatrino; che io non ò danari. Àrò tanta pazienzia che e' mandi per esso; e se e' non manda, lo manderò via: benchè io lo cacciai el secondo dì via e po' altre volte ancora, e non lo crede.
De' casi della bottega, io manderò a voi costà cento ducati sabato che viene; con questo, che se voi vedete che gli attendino a far bene, voi gli diate loro e che me ne faccino creditore, com'io restai con Buonarroto, quando partì: quanto che e' non attendessino a far bene, mettetegli in Santa Maria Nuova a' mia conti. Del comperare non è ancora tempo.
Vostro Michelagniolo in Roma.
Se voi parlassi al padre del fanciullo, ditegli la cosa con buon mo', modo,[30] che gli è buon fanciullo, ma che gli è troppo gientile, e che e' non è atto al servizio mio, e che si mandi per esso.
Museo Britannico. Di Roma, (di gennaio 1510).