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Il creder, donne vaghe, è cortesìa,
Quando colui che scrive o che favella,
Possa essere sospetto di bugìa,
Per dir qualcosa troppo rara e bella.
Dunque chi ascolta questa istoria mia,
E non la crede frottola o novella,
Ma cosa vera, come ella è di fatto,
Fa che di lui mi chiami soddisfatto.