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E da tende e trabacche senza fine

Vedrai l'erba coperta tutta quanta.

Ivi starai più notti e più mattine

Te ristorando, e la tua rotta e infranta

Gente dalle fatiche lor meschine.

Rinaldo al suon della voce furfanta

Grida: Signor, non credere a costui,

Che te vuol morto, e teco tutti nui.