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Ricciardo egli s'appella, e tu talora

Per nome il chiama, e inventa ciò che vuoi;

Che il vero amante crede il falso ancora.

Ride Despina, ed, I consigli tuoi

Vado, mia cara, a porre in opra or ora,

Soggiunge; e a lui tornata che fu poi,

Dice: Ricciardo mio, lo sdegno ammorza:

Non mi occulto per genio, ma per forza.