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S'inselva Ricciardetto, e si discioglie
L'elmo, e pon mano ancora a scior l'usbergo;
Quando a por freno alle sue stolte voglie
Lo sgrida il nano che gli stava a tergo,
E gli dice: Così da te s'accoglie
Lo mio parlar, che di prudenza aspergo?
Così d'una donzella i finti vezzi,
Miser, tu fuggi, e così tu disprezzi?