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E questo tanto più far ci conviene,

Quanto che la natura, che benigna

Ne' mali nostri ci aita e sovviene,

Quando si tratta di cosa maligna,

Ci sparge un non so che dentro le vene,

Che par che ci rigetti e ci respigna

Dall'abbracciarla: s'è cosa gradita,

In mille guise ad averla c'invita.