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E quel che più m'accora, fratel mio,

Egli è che sonno gli abbiam conciliato

Con queste lance. Ed in fatti il mostro rio

Sopra il terreno si stava sdrajato,

Alto ronfando immerso in grande obblìo;

Ed in trar fuore e in ripigliare il fiato

Romoreggiava alla stessa maniera,

Che l'ampio mare in ria procella e fera.