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Dell'armatura poco io ti favello,
Ch'è cosa impenetrabile e sicura:
Marte non ha nè spade nè coltello
Da trapassarla, cotanto ella è dura;
E Giove col suo fulmine, con quello
Che spezzò i monti, e fenne sepoltura
A' superbi giganti, non potrìa
In cotesta arme tua farsi la via.