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Quando il Sol poi precipitava in mare,

E la notturna Dea stendea il suo manto

Sopra le cose, e le facea mutare,

Quell'arco comparìa splendido tanto,

Che assai da lunge si potea mirare,

Talchè il nocchier col legno mezzo infranto

Urtava ancor con le tempeste ardito,

Su la speranza del porto e del lito.