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Era del cafro re costei cugina,

A nobil prence già promessa in moglie,

D'una beltà sì rara e peregrina,

Che libertade e pace a ciascun toglie.

Ne' suoi begli occhi Amor tien la fucina,

E tante grazie nel viso raccoglie,

Che pensosa o ridente, altera o pia,

Chi la riguarda sè medesmo obblìa.