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E cento cose domandârsi e cento
Infra di lor. Ma quando Ricciardetto
Udì come il buon Carlo restò spento
Da Gano di Maganza maladetto,
A caldi occhi ne pianse pel tormento,
E pianse ancor per l'infinito affetto
Ch'egli aveva a Rinaldo e al sir d'Anglante,
Quando udì ch'ebber sorte somigliante.