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Così di notte il can del contadino,

Non conoscendo l'usata figura,

Vuole investirlo come un assassino,

E abbaja sì, che gli mette paura;

Ma quando egli lo sgrida da vicino,

E trâgli un sasso od altra cosa dura,

Si azzitta allor, che alla voce il conosce,

E fugge con la coda fra le cosce.