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Ganellone ancor ei, per non parere
D'aver l'alma di sughero o di fieno,
Diceva borbottando il Miserere,
E si teneva il suo capaccio in seno.
E trattosi da parte, in sul messere
Frustandosi, pregava il Nazzareno
A perdonargli l'opre sue nefande;
Di che Carlo ne aveva un piacer grande.