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E dolce mi saluta, e mi lusinga

A consolare il giovine amoroso;

E ch'io non tema già d'andar raminga

Per l'ampio mare inquieto e procelloso:

Chè per quanto si scriva o si dipinga

Di sua fierezza e natural cruccioso,

Tutto è bugìa; chè in fondo a' flutti suoi

V'è più beltà, che non ha il suol fra noi.